Il Tirreno

Pontremoli nel passato con i colori di Medievalis

Pontremoli nel passato con i colori di Medievalis

Da domani a domenica l’evento clou dell’estate nel centro storico e al Piagnaro con disfide tra cavalieri, cortei di dame, cene nel castello, fuochi e tiri con l’arco

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PONTREMOLI. Torna Medievalis e la città ritrova le origini: un tuffo nel passato che, da domani a domenica, riporterà le atmosfere di un’epoca ingiustamente ritenuta buia e di cui si sta tentando da tempo la rivalutazione.

La Compagnia del Piagnaro, nata con la finalità di riscoprire la storia e le antiche tradizioni della città di Pontremoli, organizza infatti, quale sua principale manifestazione, Medievalis, ogni anno, nel mese di agosto. Medievalis si presenta come una kermesse di incontri, tornei, duelli, cortei e conferenze, che non solo costituisce un irrinunciabile appuntamento estivo per migliaia di turisti, raggiungendo, durante i quattro giorni di svolgimento, i 38mila visitatori, ma è un “grande contenitore” coinvolgendo oltre 100 banchi, 300 persone tra figuranti, artisti, combattenti, associati ai gruppi storici, scultori dell’Accademia delle Belle arti di Firenze e studiosi coordinati dal Centro culturale “Ecclesia Apuana” del Progetto culturale della Conferenza episcopale italiana.

La manifestazione Medievalis vuole riassumere il periodo medievale di Pontremoli, periodo che, insieme a quello barocco, è stato il più importante per questo borgo “chiave e porta” delle comunicazioni medievali.

Il passaggio e il soggiorno di Federico II, nel luglio 1226, in Pontremoli è e rimane negli anni l’evento “cuore” di Medievalis. Se infatti tutta la manifestazione vuole riassumere un po’ la storia dell’oppidum medievale di Pontremoli, come sottolinea la serata conclusiva, il suo “cuore” rimane la rievocazione della concessione del diploma di libero Comune da parte di Federico II, datato luglio 1226, che, dopo quello del Barbarossa (1167), risulta l’atto più importante per l’evoluzione politica-giuridica del Comune di Pontremoli: con esso l’imperatore prendeva sotto la sua protezione questo Comune, confermandone i privilegi già concessi dai suoi predecessori, ampliandone e precisandone i confini che, per secoli, segneranno la giurisdizione pontremolese.

Si formava così il “Territorio pontremolese”, cioè il territorio riconosciuto con piena giurisdizione al Comune di Pontremoli e così indicato fino alla riforma di Pietro Leopoldo (1777), corrispondente a quello degli attuali Comuni di Pontremoli, di Zeri e parte di quello di Filattiera (Dobbiana e la Valle della Capria).

Quest’anno è stata introdotta anche la rievocazione della pace tra Guelfi e Ghibellini e l’elezione a loro signore di Castruccio Castracani, avvenute nel 1321, che si svolgerà nella piazza di San Francesco al termine della celebrazione della Messa proprio nella omonima chiesa, un tempo convento francescano e luogo dove avvenne l’evento. Per l’occasione suonerà la campana del 1311.

La serata finale è significativamente definita “Il Medioevo pontremolese”. Gli eventi che si vogliono ricordare in essa sono: la presenza a Pontremoli per tre giorni dell’imperatore Federico II, nel 1226; la costruzione, nel 1322, della Cortina di Cazzaguerra per dividere i Guelfi dai Ghibellini da parte di Castruccio Castracani degli Antelminelli, eletto dalle due fazioni pontremolesi a loro signore; il passaggio di Carlo VIII da Pontremoli e l’incendio, durato tre giorni e tre notti, causato dalle truppe svizzere del suo esercito, il 28 giugno 1495.

A conclusione della serata come culmine dei festeggiamenti, seguendo il metodo della nostra tradizione, saranno accesi piccoli falò, tipici segni di festa che hanno caratterizzato le nostre contrade fin dai tempi del Medioevo, che si trasformeranno in uno spettacolo di fuochi artificiali, i quali, dal Seicento in poi, accanto ai falò e insieme allo sparo dell’artiglieria, hanno caratterizzato l’apice delle principali feste pontremolesi.

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