«Mio figlio col polso ko è dovuto tornare a casa»
MASSA. Portare il figlio quattordicenne al pronto soccorso con il timore che si sia fratturato un polso ed uscirne cinque ore dopo senza aver fatto uno straccio di lastra e quindi senza essersi...
MASSA. Portare il figlio quattordicenne al pronto soccorso con il timore che si sia fratturato un polso ed uscirne cinque ore dopo senza aver fatto uno straccio di lastra e quindi senza essersi levato il dubbio sull’effettiva gravità della botta presa dal giovane. È successo ad Alessandro, padre massese premuroso. «Lunedì alle 14 circa mio figlio di 14 anni è stato registrato al pronto soccorso a causa di una presunta frattura del polso destro - scrive l’uomo in un’accorata richiesta d’aiuto al nostro giornale -. Dopo aver visto transitare pazienti di ogni genere e difficilmente - a occhio nudo - classificabili come più urgenti di mio figlio, abbiamo cercato di capire se e quando sarebbe stato visto dal medico del pronto soccorso. La risposta è stata che c'era da aspettare perché c’erano casi più urgenti».
E Alessandro continua: «Considerando che la visita avrebbe comunque richiesto i raggi x e il successivo controllo da parte dello specialista e l’evenutale gessatura alle 19 circa abbiamo lasciato l'ospedale. A malincuore, ma lo abbiamo fatto».
Da qui l’attacco al pronto soccorso: «Se i responsabili riscontrano un netto miglioramento dei tempi di attesa rispetto agli anni scorsi dobbiamo ritenerci fortunati per non aver avuto bisogno del pronto soccorso di Massa negli anni precedenti. Oltre a ciò, i dirigenti sostengono che i codici bianchi e azzurri non dovrebbero nemmeno arrivare al pronto intervento. Quindi nel caso di presunte fratture come quella di mio figlio è giusto classificarla azzurra? Quale altra alternativa? Oggi (ieri, ndr)abbiamo provato a rintracciare un ortopedico privato per una valutazione: impossibile da trovare. A Pontremoli in un’ora hanno scoperto la frattura. Perché?».
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