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Canile Montepepe, fatta la convenzione
Una struttura per 10 animali ai quali la gestione cercherà di trovare dei padroni. Risparmio per l’amministrazione
MONTIGNOSO. Il Comune ha firmato una importante convenzione con il canile rifugio di Roberto Guelfi, "La casa di Febo", meglio conosciuto come il canile di Montepepe.
La convenzione del valore di 5000 euro è stata approvata nel corso dell'ultimo consiglio comunale e sarà valida per un anno.
Obiettivo: riportare i cani del territorio in loco, per permetterne più facili adozioni, e far risparmiare al comune circa 80 mila euro l'anno. L'operazione partirà a settembre, in questi giorni Guelfi sta allestendo, con nuove celle, il suo canile rifugio per ospitare 10 cani di Montignoso tra quelli che sono oggi collocati a Verona e Reggio Emilia.
Montepepe potrà avere sempre e solo 10 cani, nessuno di più, ma neanche di meno, infatti qualora riuscisse a farne adottare qualcuno, subito ne arriverebbero di nuovi, provenienti dai canili fuori provincia. Montignoso, infatti, paga molti soldi, circa 80 mila euro l'anno, per far ospitare i suoi cani randagi (quelli che vengono accalappiati e che dopo 60 giorni devono lasciare il canile sanitario di massa) nei canili di Verona e Reggio Emilia. Ce ne sono circa una quarantina di cani ospitati in queste strutture, che rappresentano per il comune una vera e propria tassa, oggi non più concepibile, con i vari problemi di bilancio che le amministrazione stanno affrontando.
Da qui l'idea di chiedere aiuto a Roberto Guelfi, da sempre impegnato con la Lega del cane nella salvaguardia degli amici a quattro zampe e titolare del canile rifugio di Montepepe, a due passi dall'Opa. "Quanto chiedi per occuparti dei nostri cani randagi?" Ha chiesto amministrazione di Narciso Buffoni a Guelfi.
«Poco- ha risposto il presidente della Lega del cane di Massa Carrara- il minimo per farli mangiare, accudirli e curarli. 5000 euro l'anno per 10 cani e l'impegno a farli adottare il prima possibile», anche perché, viceversa, ne resterebbero ancora troppi sparsi tra i canili fuori provincia, e che peserebbero quindi molto sui bilanci comunali.
La "Casa di Febo" ospita già 27 cani ed è attrezzata per ospitarne fino a 60: nessun problema dunque per Guelfi che non aspetta altro il via libera per recarsi a Reggio Emilia a riprendersi i primi 10 bastardini.
«Inizieremo con i più giovani- spiega Guelfi- quelli che più facilmente riusciamo a far adottare, anche se io a Montepepe sono riuscito a far entrare in famiglia anche cani di sei sette anni».
Nella convenzione c'è anche scritto che la "Casa di Febo" potrà recarsi nelle scuole del territorio per insegnare l'amore per gli animali, fare campagne amiche di sensibilizzazione contro l'abbandono e banchetti informativi sull'attività dell'associazione.
«Speriamo di fare un buon lavoro- ha concluso Guelfi- noi non vogliamo guadagnarci nulla, solo il minimo indispensabile per la sopravvivenza dei cagnolini; riteniamo giusto che vivano nel loro territorio dove forse qualcuno li ha smarriti e dove è più facile che trovino un nuovo padrone».
Manuela D'Angelo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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