Il presidio
«Al pronto soccorso non hanno curato il mio calcolo renale»
Il racconto di una donna massese che aveva chiesto aiuto «Non mi hanno dato la barella, sono andata al Versilia»
MASSA. La colica renale fa male. Lo capisce anche uno che non ha preso la laurea in medicina. E per calmare il dolore esiste una procedura di pronto soccorso che deve essere rispettata per dare un po’ di sollievo al paziente. All’ospedale di Massa evidentemente non la pensano così, prova ne sia la dissavventura capitata a una donna che aveva un calcolo alla vescica che non le permetteva neppure di stare in piedi.
Luciana M. è arrivata al pronto soccorso in auto con il marito, lui al volante e lei distesa sul sedile anteriore reclinato. L’uomo è entrato al pronto soccorso chiedendo una sedia a rotelle o una barella per la moglie. La risposta è stata negativa: «Volevano farmi sedere nella sala d’attesa, ma io non ce la facevo - spiega la paziente -. Non volevo passare avanti a nessuno, però volevo aspettare il mio turno in una posizione un po’ più comoda. Stavo male, altrimenti all’ospedale non ci sarei neppure andata». Luciana prima del pronto soccorso aveva provato ad andare direttamente nel reparto di urologia, tanto sapeva da cosa era causato quel dolore. Ma gli specialisti hanno allargato le braccia e le hanno spiegato che la trafila era diversa, da loro poteva arrivarci soltanto dopo alcuni accertamenti.
«Visto che non mi hanno dato una sedia a rotelle né una barella - continua - ho deciso di andare via. Mi sembrava assurdo sopportare un simile supplizio. Ho chiesto a mio marito di portarmi al Versilia ed è stata la mia fortuna: in due ore mi hanno messo la flebo, dato un calmante e soprattutto mi hanno fatto la tac dato che con l’ecografia non si vedeva a che punto si trovava il calcolo. Lo hanno individuato in un punto dolorosissimo, nella vescica. Ed è per questo che perdevo sangue. Mi hanno rimessa in piedi, trattandomi da malata e non da pacco postale. Mi sono sentita considerata in una città che non è la mia, mentre a Massa hanno dimostrato tutta la loro insensibilità».
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