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Ricci (Iglom): «Sono tre anni che aspetto la manna dal cielo»

Ricci (Iglom): «Sono tre anni che aspetto la manna dal cielo»

MASSA. Vale almeno 15 milioni di euro il progetto di ampliamento di Iglom Italia, azienda massese che produce grassi lubrificanti e oli minerali. Per realizzarlo Emilio Ricci, l’imprenditore,...

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MASSA. Vale almeno 15 milioni di euro il progetto di ampliamento di Iglom Italia, azienda massese che produce grassi lubrificanti e oli minerali. Per realizzarlo Emilio Ricci, l’imprenditore, dovrebbe traghettare nelle proprie disponibilità un’area da circa 35mila mq attualmente di proprietà di Bario Solvay. Anche nel caso della Iglom come in quello di moltissime altre imprese apuane, il problema sono le bonifiche. «Quel lotto era già stato persino bonificato da Bario – precisa Emilio Ricci – Bario si è adoperata, ma al Ministero cambiano i funzionari, i dirigenti, il personale: è un dramma». È dramma per Ricci – che però aggiugne: «Il presidente della Regione Enrico Rossi si è molto adoperato presso il Ministero»– ma è un dramma anche per il territorio che non riesce a sostenere un imprenditore che in tempi di crisi, nell’ultimo anno, ha assunto ancor prima di realizzare il suo progetto: Iglom ha messo in forza qualche decina di nuovi addetti (circa 35-40) anche se non tutti a tempo indeterminato, in attesa di potersi insediare nel nuovo lotto; più che di un ampliamento si tratterebbe di una sorta di Iglom 2, visto che il sito storico dell’azienda è di 20mila mq versus i 35mila mq dell’area Bario. «Sono tre anni che aspetto ... come la manna dal cielo – dice Ricci – noi ci occupiamo non solo di miscelazione e confezionamento, ma anche di stoccaggio e di spedizioni, abbiamo bisogno di spazi». La necessità di assicurarsi un sito più grande discende anche dal fatto che la Iglom si è aggiudicata una gara internazionale per il confezionamento di prodotti petroliferi, per cui ha clienti in tutto il mondo: dall’Australia alla Cina. Tale commessa scade nel dicembre 2014 ma se Iglom riuscisse ad ampliarsi potrebbe avere le carte in regola per un nuovo affidamento. E se così accadesse, quel personale oggi a termine potrebbe diventare a tempo indeterminato.

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