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«Qui è troppo bello, ci ricompro casa»
Antonella Signorini sfollata da Quartiere Matteotti spiega perché ha deciso di investire in città il contributo regionale
AULLA. «Mio marito Antonio non voleva ricomprare casa ad Aulla perché era nauseato, per così dire, da quello che vedeva. Sono io che ho insistito, ho a cuore questa città».
A parlare è Antonella Signorini, moglie di Antonio Matacena e madre di una bambina, salita alle cronache per avere dato voce, anche attraverso proteste clamorose, a quartiere Matteotti e ai suoi sfortunati abitanti, i quali, nella stragrande maggioranza, erano residenti nelle case popolari.
La casa precedente della famiglia Matacena, infatti, era a quartiere Matteotti ed è stata invasa dall'acqua e dal fango il 25 ottobre 2011, la terribile giornata dell'alluvione che sarà ricordata per anni ad Aulla e in tutta la Lunigiana.
Un evento tragico che è costato due vite umane oltrechè causare un elenco lunghissimo di danni a cose e abitazioni, al punto che ancora adesso non è stato completato del tutto.
La famiglia Matacena è una delle quattro famiglie alluvionate di quartiere Matteotti, destinato ad essere abbattuto, che hanno stipulato il contratto notarile per l'acquisto di una nuova abitazione con il contributo della Regione Toscana.
Ma è anche l'unica di queste ad avere ricomprato casa nel Comune di Aulla.
«Abbiamo guardato case a Monti, a Terrarossa e a Pallerone – prosegue Antonella Signorini – e avremmo anche comprato meglio fuori da Aulla, ma non volevo andare via da qui. Ad Aulla, infatti, abbiamo i nostri amici e non volevo una casa soltanto per andarci a dormire. Ma, soprattutto, non volevo sradicare nostra figlia dalle scuole elementari che sta frequentando ad Aulla, nonostante queste siano nei container».
Antonella Signorini non rinuncia anche ad una stoccata velenosa nei confronti dei politici: «Farebbero meglio ad evitare di promettere troppo e ai quattro venti in caso di calamità. Penso, in particolare, al presidente della Regione Toscana e nostro concittadino onorario, Enrico Rossi, il quale ci aveva detto che ci dava casa dopo un anno».
Invece, le nuove case popolari, che è previsto che sorgano nelle aree ferroviarie dismesse, sono ancora ben lontane dall'essere iniziate e Antonella Signorini dedica un pensiero agli ex concittadini di quartiere Matteotti: «Spero di cuore che vengano fatte al più presto le nuove case popolari per tutte le famiglie fuori di casa».
Ricordiamo che ammontano a 8 milioni e 744mila euro i contributi regionali già erogati a vario titolo ai cittadini aullesi colpiti dall'alluvione, contributi così suddivisi: un milione e 244mila euro per 385 automobili distrutte o danneggiate; 6 milioni e 334mila euro da Fidi Toscana a 153 imprese aullesi che hanno riavviato l'attività; 308mila e 995 euro ai primi 34 cittadini aullesi che hanno rendicontato le spese ammesse a contributo; 199mila e 203 euro ai 70 nuclei familiari alluvionati per gli affitti; 28mila euro per i traslochi.
A questi contributi pubblici, poi, vanno sommati i circa 300mila euro di donazioni libere fatte al Comune di Aulla e utilizzate per l'acquisto dei mobili alle famiglie che li hanno perduti e per sostenere le attività economiche che non hanno riaperto dopo i danni subiti.
Gianluca Uberti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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