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«Ho riattaccato l’insegna approvata dal Comune»
Il macellaio del centro storico respinge le critiche per il cartello del negozio appeso sul murale dedicato alla partigiana Francesca Rolla
CARRARA. Se il murale di piazza delle Erbe, dedicato alla partigiana Francesca Rolla, aveva riscosso consensi unanimi, a dividere i carraresi è la polemica sull’insegna della macelleria: dopo la critica di Blasco Bonito, un attivista del Movimento5Stelle che l’aveva definita “offensiva”, arriva la replica del titolare del negozio, Piero Lera: «Eravamo d’accordo fin dall’inizio». Il grande ritratto della partigiana in piazza delle Erbe, luogo simbolo della rivolta del VII Luglio, aveva messo d’accordo tutti, incassando commenti entusiastici da parte di tutta l’opinione pubblica cittadina. A rompere questa armonia arriva adesso un’insegna, quella della macelleria di cui è titolare da 29 anni Piero Lera. La critica di Blasco Bonito ha suscitato una pioggia di commenti su Facebook.
Ma Matteo Martinelli a nome del gruppo consiliare dei 5 Stelle interviene sulla notizia della polemica riportata dal Tirreno, affermando che non va attribuita al Movimento in forma ufficiale: «Si tratta di pareri personali di alcune persone, non di pareri di rappresentanti istituzionale dei 5 Stelle».
E mentre sul social network si moltiplicano gli interventi, arriva la risposta del titolare della macelleria Piero Lera: «Tengo a precisare che sono stato immediatamente favorevole al progetto del murales e ho chiamato io i ragazzi del Laboratorio Creativo Exp, che ha la sede proprio qui vicino a me. Pensavo fosse una buona occasione di lavoro e l’idea mi piaceva», racconta il macellaio.
«Avevo chiarito ancora prima di iniziare, che avrei voluto rimettere la mia insegna, esattamente dove stava» puntualizza il signor Lera. Patti chiari, amicizia lunga, come recita il celebre detto, solo che poi durante la realizzazione del murales, sono iniziati gli intoppi: mentre veniva rimossa, la vecchia insegna si è rotta ed è diventata inutilizzabile. Per fortuna, dirà qualcuno, visto che si trattava di un cartellone molto “sgargiante”, con alcuni “primi piani” di bovini, suini e ovini, decisamente poco conciliabili con il ritratto della partigiana.
Così il macellaio si è dovuto dotare di una nuova insegna e per l’occasione, l’ha fatta progettare agli stessi autori del murales, nella speranza di riuscire a integrare, anche a livello artistico, il cartellone del suo negozio con il ritratto di una donna simbolo della Resistenza.
Non solo, la nuova insegna - molto più sobria della prima, di colore bordeaux con la scritta “macelleria” in bianco e “solamente” due mucche ai lati, è stata visionata e approvata dagli uffici del Comune, che conoscevano benissimo la sua destinazione.
«Sono stato disponibile e collaborativo, nonostante i disagi che pure ci sono stati – dice Lera – basti pensare che le tende, durante la realizzazione del murale, si sono completamente rovinate e adesso devo sborsare 3mila euro per cambiarle». Al signor Lera, livornese di nascita e carrarese di adozione, la polemica non è andata giù: «Invece di preoccuparsi dei problemi veri della città, si perdono in queste sciocchezze: da quando sono arrivato qui, 29 anni fa, ho visto Carrara sempre più in declino, i negozi chiudono e la città cade a pezzi. Se dovessi tornare qui oggi, come ho fatto tanti anni fa – conclude amareggiato Piero Lera - certo non lo farei».
Cinzia Chiappini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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