Il Tirreno

«Sputi e insulti a mio figlio disabile»

di Alessandra Vivoli
«Sputi e insulti a mio figlio disabile»

Una mamma denuncia: sul pulmino gli dicevano “mongolo”, “zingaro”; ho dovuto mandarlo in un’altra scuola

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. «I bambini più grandi lo prendevano in giro. Gli gridavano dietro “mongolo”, “zingaro” mentre scendeva dal pulmino della scuola. Lui credeva che lo salutassero, si girava e gli sorrideva. Mi sono accorta di quello che succedeva quando è tornato a casa con uno sputo in testa: il massimo segno del loro disprezzo».

A parlare è la mamma di un bimbo di 8 anni con un ritardo psicomotorio e iperattivo.

Ha deciso dopo mesi di denunciare la sua storia dolorosa. Lo ha fatto dopo che ha letto dei gavettoni lanciati in spiaggia a un anziano, invalido, il giorno di Ferragosto.

Ha deciso anche lei di dire basta alla prepotenza dei bulli, del branco, raccontando quanto è successo al suo bimbo disabile.

L’episodio risale al marzo scorso: «Fino ad allora, per il primo anno di scuola in cui il mio bimbo ha usufruito del servizio di pulmino, non avevamo mai avuto problemi».

Poi sono cominciati gli insulti. Dentro allo scuolabus, fino a quando non scendeva.

Uno stillicidio per il quale questa mamma prima di raccontare la sua storia al giornale ha provato a rivolgersi alle istituzioni, e a tenere (e risolvere, almeno così sperava) questa dolorosa vicenda fra le mura della scuola.

«Le maestre mi dissero che una volta che il bambino era in pulmino loro più che parlarne in classe non potevano fare altro - dice la mamma - Allora parlai con l’autista e con l’accompagnatrice e mi dissero che avrebbero pensato loro a dirlo ai genitori. Feci anche una lettera al comune di Carrara e una all'Apuafarma proprio per segnalare quello che stava subendo mio figlio. Ne scrissero una anche il fratello e il papà del mio bambino: non abbiamo avuto alcuna risposta»

Ma la situazione, dopo gli appelli alle maestre e all’accompagnatrice del pulmino, sembrava essere risolta.

«Per un breve periodo, in verità - continua - le acque sembravano essersi calmate. Ma poi hanno ricominciato. E il mio bimbo che continuava a sorridere perché non sapeva che le cose che gli urlavano dietro mentre scendeva dal pulmino erano offensive. Quando un pomeriggio mi sono accorta che aveva uno sputo nei capelli ho deciso che era troppo. Che non ce la facevo più».

Il bambino vittima dei bulli del pulmino così ha cambiato scuola. E da allora, non ha più nemmeno preso lo scuolabus: lo accompagna la mamma, avanti e indietro. Tutti i giorni.

«Adesso non mi aspetto più alcuna risposta - conclude - abbiamo cambiato istituto e rinunciato al pulmino. Ma credo che queste cose vadano denunciate perché è da piccoli che si impara il rispetto per gli altri».

Ma quello che fa di questa vicenda qualcosa di più dello sfogo della madre di un bimbo disabile vessato dai bulli sono le due lettere che lei stessa aveva inviato, mesi fa, ad a Apuafarma e al Comune. Per denunciare quanto stava accadendo al figlio e per fare in modo che la situazione venisse risolta.Che si facessero tacere gli insulti di quei bulli.

E proprio dai Servizi sociali, che seguono il bambino, arriva la conferma che, all’epoca, dopo aver ricevuto la segnalazione di quanto accadeva sul pulmino, avevano inviato una missiva ad Apuafarma, che gestisce il servizio e fornisce l’accompagnatore. «Ma, all’epoca hanno minimizzato l’episodio» riferiscono da Palazzo civico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web