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Pian della Fioba, riapre il rifugio ma rimangono le frane

Pian della Fioba, riapre il rifugio ma rimangono le frane

MASSA. A Pian della Fioba ha finalmente riaperto il rifugio alpino Città di Massa, ma raggiungerlo è un’impresa ardua. La segnalazione arriva da Gian Carlo Bertuccelli, rappresentante “storico” di...

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MASSA. A Pian della Fioba ha finalmente riaperto il rifugio alpino Città di Massa, ma raggiungerlo è un’impresa ardua. La segnalazione arriva da Gian Carlo Bertuccelli, rappresentante “storico” di Rifondazione Comunista. Che chiede che il Comune intervenga perché torni godibile a tutti lo splendido spettacolo che la Natura da lassù offre su tutta la vallata tra i monti Belvedere e Brugiana fino a raggiungere il mare, e, dall’altro versante, sulle magnifiche Alpi Apuane.

La richiesta. «Innanzitutto chiediamo – dice Bertuccelli – che il tratto di strada a monte di Antona sia sistemato affinchè i mezzi possano circolare, liberandolo da piante e rovi ma soprattutto dalle pietre – spiega Bertuccelli – che cadono dalle pareti rocciose e finiscono anche oltre la carreggiata».

La proposta. Bertuccelli lancia anche un’idea: «Organizzare un paio di corse di pubblico trasporto pubblico per dare la possibilità alle tante persone che desiderano raggiungere questa amena e preziosa località della nostra montagna ma che non hanno un mezzo a disposizione». Basterebbe, dice, un servizio almeno «un paio di volte la settimana, per andare al mattino e tornare la sera». Sarebbe un servizio utile, sostiene: «per l’aria buona che si respira lassù – dice Bertuccelli – per visitare l’orto botanico Pellegrini, per passeggiate lungo i sentieri intorno al rifugio, oppure per fare una visita al sacrario partigiano di Tecchia all’uscita dall’omonima galleria».

Come un tempo. L’idea di Bertuccelli fa fare un salto nel passato. E cioè «quando il mezzo pubblico – ci racconta – da Marina di Massa raggiungeva i borghi di Sali, Carlo Pò, Pariana, Altagnana ed Antona per approdare proprio a Pian della Fioba. Molti massesi erano felici di godersi un’uscita fuori della città e della marina». «Purtroppo – ammette Bertuccelli – quella esperienza pionieristica è durata pochissimi anni come pochissimi anni è durata la crono-scalata dei corridori professionisti che partiva dal centro di Marina per raggiungere i suggestivi tornanti di Campareccia, Porneta e quindi l’ambito arrivo a Pian della Fioba. Con la riapertura del rifugio si potrebbe dare inizio a un nuovo corso, prevedendo un servizio di trasporto pubblico da maggio, quando l’Orto Botanico si ripropone in tutta la sua bellezza con centinaia di specie arboree e floreali rarissime, almeno fino ad ottobre».

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