Il presidio
Carrara avrà il suo inno: in musica la nostra storia
Il testo parlerà di Resistenza, delle donne del 7 luglio ma anche di morti in cava E anche l’Amia ha la sua canzone: scritta e interpretata da Giuseppe Spediacci
CARRARA. Due musicisti carraresi hanno composto un inno per la città che proprio in questi giorni sta passando al vaglio delle istituzioni: si tratta di un testo che celebra la storia e i valori carraresi, dalla resistenza al lavoro sui monti. La rivolta delle donne del 7 luglio e il contributo alla resistenza; il sacrificio dei lavoratori morti alle cave e la bellezza del nostro marmo; i personaggi illustri che hanno fatto risuonare il nome della città in giro per il mondo: sono questi i passaggi salienti del brano messo a punto da due musicisti carraresi, che ambisce a diventare l’inno della città di Carrara. I capigruppo del consiglio comunale l’hanno già ascoltato almeno un paio di volte e a breve dovrebbero essere effettuati quei passaggi istituzionali necessari ad adottare formalmente l’inno. Secondo indiscrezioni, l’idea sarebbe partita proprio dai due compositori, che al momento non sono stati resi noti. Armati di spartiti e testo i due musicisti avrebbero illustrato il loro progetto al presidente del consiglio comunale Luca Ragoni che, entusiasta, l’avrebbe portato in conferenza dei capigruppo. Il brano è pronto e attende solo di essere presentato alla città: oltre alla versione originale, è stato messo a punto anche un arrangiamento da banda, pensato proprio per le uscite della filarmonica Giuseppe Verdi. E come accade per i brani di Sanremo, che prima dell’inizio del Festival vengono tenuti rigorosamente top-secret, eccezion fatta per i testi, anche per l’inno di Carrara, le indiscrezioni sulle “parole” anticipano la presentazione al grande pubblico. «Il sangue e il sudore di innocenti figli che scorre eterno tra l’abbagliante oro»: sarebbe proprio questa la frase che il paroliere avrebbe dedicato alle morti bianche in cava e a coloro che dai tempi antichi hanno perso la vita nella caccia all’oro bianco.
Anche Amia ha un suo inno. Come molti utenti che hanno contattato l’azienda municipalizzata sanno bene, ormai da un anno anche Amia Spa ha un suo inno. Il brano, che si può ascoltare durante le attese del centralino dell’azienda, è stato composto e interpretato da Giuseppe Spediacci, specialista in otorinolaringoiatra con la passione per la musica e fratello di Gianenrico, presidente di Amia. «Amia è il nostro nome, Amia come aquilone, Amia come amici, ma com’è bella la nostra città», questi alcuni passaggi della canzone scelta per allietare le attese telefoniche degli utenti.
Cinzia Chiappini
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