Il Tirreno

Allarme, è tornata la micro alga tossica

Allarme, è tornata la micro alga tossica

“Ostreopsis Ovata” in concentrazioni 10 volte oltre il limite, bagnini con la febbre. L’Asl: non state troppo sulla battigia

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MASSA. Ci mancava solo l’alga “tossica”. Ma è arrivata. E proprio a Ferragosto.

Le analisi dell’Arpat effettuate su campioni d’acqua prelevati lunedì scorso (il 12) hanno evidenziato una fioritura definita “critica” di Ostreopsis Ovata, nota come “alga tossica” nel tratto di mare fra i bagni Libeccio e Asciutti a Marina di Massa. La concentrazione di Ostreopsis in quella “vasca” (in pratica il tratto di mare delimitato dalle scogliere) è di 108mila cellule per litro d’acqua: dieci volte il valore critico, fissato a 10mila cellule/litro.

La temuta microalga ha fatto dunque la sua ricomparsa sul litorale apuano – lo scorso anno creò problemi specie nella zona della ex colonia Fiat – con la sua particolare e subdola azione. La Ostreopsis non è pericolosa per contatto – tant’è che non sono stati adottati divieti di balneazione – ma produce una tossina che trasportata dall’aerosol marino e viene inalata dall’uomo e può provocare uno stato morboso acuto: dolori articolari e muscolari, dermatite, congiuntivite, febbre a 38 e più, tosse, irritazione delle vie aeree. La sintomatologia, mai letale, va detto, compare – spiegano gli esperti dell’Asl – dopo 2-6 ore di esposizione all’aerosol. E regredisce in tempi rapidi: in media entro le 24 ore. Per questo, ieri mattina alcuni bagnini hanno rivelato di avere accusato febbre la sera al termine di una giornata di lavoro in spiaggia. Febbre che avevano attribuito alla stanchezza e che ora sanno essere stata provocata dalla micro alga tossica.

E per questo il dipartimento di Igiene e sanità pubblica dell’Asl ha diffuso alcuni consigli per evitare l’intossicazione che in sostanza sono: stare meno tempo sulla battigia, evitare di fermarsi nei tratti di arenile interessati dalla fioritura della Ostreopsis Ovata. Fare il bagno, invece, non è controindicato: non è attraverso il contatto che gli effetti dell’alga si manifestano.

In alcuni tratti di mare, tuttavia, l’acqua non era ieri delle più invitanti: opalescente con materiali gelatinosi in superficie qua e là, chiari segnali della presenza della micro alga. Per tutta la mattina e parte del pomeriggio di ieri, il personale dei bagni “infestati” ha lavorato a portare a riva e poi a scaricare nei bidoni dell’Asmiu chili e chili di filamenti di colore brunastro nella speranza di ripulire definitivamente la spiaggia e il mare antistante.

A favorire la diffusione dell’alga tossica sono stati diversi fattori. L’alta pressione stabile di quest’estate, innanzitutto, ma anche il moto ondoso ridotto a causa della protezione delle scogliere, l’elevata temperatura dell’acqua (a cui contribuisce, anche in questo caso, la presenza di scogliere).

Insomma: i pennelli di sassi hanno salvato quel tratto di costa dall’erosione ma lo hanno esposto alla proliferazione della Ostreopsis.

Il problema è, per fortuna, circoscritto e, tutti si augurano, dovrebbe durare poco. L’allarme alga tossica fa seguito all’emergenza – subito rientrata – della presenza di alghe alla foce del Frigido. Ma prima ancora c’erano stati i divieti di balneazione a Ronchi causati dai lavori di ripascimento della spiaggia; poi i divieti scattati alla foce del Magliano per la presenza di colibatteri oltre i livelli di legge. Proprio un’estate difficile.

Claudio Figaia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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