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aveva 69 anni

L’addio a Anna Borghetti sensitiva e anarchica

L’addio a Anna Borghetti sensitiva e anarchica

«E' caduta in trance tre giorni fa - racconta all'obitorio il marito Gianfranco Bizzarri - le avevano fatto l'ennesima fattura mortale. Per levarle via il malocchio sono andato anche tra i magici...

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«E' caduta in trance tre giorni fa - racconta all'obitorio il marito Gianfranco Bizzarri - le avevano fatto l'ennesima fattura mortale. Per levarle via il malocchio sono andato anche tra i magici boschi della Lunigiana, ma non ho scoperto la fonte della stregoneria. Anna era diabetica, dimagrita di 40 chili, versava in stato di catalessi totale. Poi verso le 21, ha esalato l'ultimo respiro. Povera la mia dolce Anna, quanto male ha dovuto subire in vita».

Anna Borghetti era anarchica ed ogni primo Maggio andava in corteo tra i senza Dio senza patria e cavalieri degli ideali, recando sulle spalle una grande pesante bandiera nera. Molto amica di Gogliardo Fiaschi, che accudì fino alla morte, di Angelo Dolci, detto "Il Taro" e di tanti altri libertari che avevano patito galera e inaudite sofferenze. Anna amava gli umili e i coraggiosi. Era andata in sposa al Capo Lizza anarchico Pietro "Renà" Lenzotti, uomo forte che adorava. Quando Renà passa prematuramente a miglior vita, Anna gli ricama la bandiera dell'anarchia e gliela depone sul petto; toglie orpelli dalla sua tomba e pianta fiori neri e rossi. Gli sfa sbozzare una scultura della Lizza, reca periodicamente al camposanto tutte le leccornie che il suo uomo gradiva in vita. Poi il vino, di quello buono. «Non lo potevi bere in ospedale, ma eccolo, bevi Renà». Poi si alza, saluta e se ne va intonando anarchiche ballate. Lei puliva e lucidava spesso le estreme dimore dei suoi compagni, riuniti nel cimitero di Turigliano e… un omaggio immancabile al monumento di Gaetano Bresci. Sergio Zavoli mi incaricò di intervistarla per "La notte della Repubblica" della Rai, proprio nella "Boot Hill" di Turigliano. Anna era buona, ma assai determinata. Durante l'inaugurazione di un simposio di scultura aveva promesso di sputare in faccia ad un politicante. Detto e fatto, nessuno riuscì a fermarla. Ad un sindaco del passato, per protesta contro l'eterno disagio della Canaglia Pezzente, calò un enorme topo sulla scrivania civica. Il suo grido di dolore e di accusa per le morti bianche alle cave fece il giro di tutti i Tg nazionali della Rai: "Assassini". Anna era tenera ed amava gli animali di tutti le specie, e non mangiava mai. La sua famosa gallina Renata è morta che aveva 19 anni. L'Anna pianse calde lacrime e la fece impagliare insieme ad uno scoiattolo. "Faccio magia bianca e non nera - diceva Anna - anche se certe malelingue affermano il contrario. Io so che anche il sole penetra nelle latrine, ma non ne è contaminato. Vorrei il trionfo del bene collettivo. Consapevole e attenta che i più grandi mali si sono sempre infiltrati nella vita degli uomini sotto la fallace apparenza del bene. Odio gli dei falsi e bugiardi, gli affabulatori, gli indifferenti e i ladri del nostro sudore operaio. Addio mondo infame e... viva l'anarchia". (Vittorio Prayer)

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