Il Tirreno

E’ capitato a due coniugi

Caparra per una caldaia poi scoprono che è una truffa

CARRARA. Erano due distinti giovani quelli che si sono presentati a una abitazione come dipendenti di una società torinese per la vendita e l'istallazione di apparecchi refrigeranti e per il...

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CARRARA. Erano due distinti giovani quelli che si sono presentati a una abitazione come dipendenti di una società torinese per la vendita e l'istallazione di apparecchi refrigeranti e per il riscaldamento a gas.

«Sono tornata dalla spesa - racconta la signora Virginia Vallini - quando ho trovato in casa due giovani che stavano parlando con mio marito nel soggiorno. Ho lasciato la borsa sul tavolo di cucina e sono andata a sentire di cosa parlavano. Avevano proposto al mio Carlo una nuova caldaia a gas per il riscaldamento. Non era l'apparecchio adatto da trattare in questi giorni di caldo insopportabile. Comunque mio marito, dopo aver ascoltato quanto stavano offrendo, ha firmato il contratto e ha versato l'anticipo di 250 euro per l'acquisto di una caldaia da 1900 euro». Quando i coniugi ne hanno parlato al figlio, questi è rimasto perplesso nel sapere che due giovani, in giacca e cravatta, avevano rilasciato al padre la copia del contratto che, a prima vista, appariva fasullo. E in effetti, da informazioni assunte dal figlio, si sarebbe trattato di una truffa: i due hanno inscenato quella "trattativa" tutta falsa, incassando 250 euro.

Mario Martignoni

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