Il Tirreno

fivizzano: la richiesta dei i genitori

«Si sposti la protezione civile dall’unica scuola agibile»

«Si sposti la protezione civile dall’unica scuola agibile»

FIVIZZANO. «Bisogna trovare una nuova collocazione per il centro operativo della protezione civile che non sia all'interno delle scuole»: lo chiedono i “Genitori del Comitato fivizzanese e della...

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FIVIZZANO. «Bisogna trovare una nuova collocazione per il centro operativo della protezione civile che non sia all'interno delle scuole»: lo chiedono i “Genitori del Comitato fivizzanese e della Consulta Fivizzano-Casola”. «Dopo quasi due mesi dal terremoto che ha colpito la Lunigiana Orientale- scrivono i genitori- e che ancora oggi fa sentire la sua presenza, dobbiamo purtroppo registrare l'anomala situazione che vede la sede operativa della protezione civile collocata all'interno dell'unico edificio scolastico agibile del capoluogo (Pacinotti), dove hanno trovato posto tutte le scuole primarie, oltre che gli istituti professionale e tecnico, con conseguente notevole compressione degli spazi a disposizione». I genitori dicono che se l'evento sismico fosse avvenuto durante l'anno didattico le scuole sarebbero state messe a completa disposizione della protezione civile «con la loro chiusura a tempo indeterminato, con gravi disagi per gli studenti e l’interruzione dell'attività didattica». I genitori si aspettavano che le istituzioni trovassero velocemente una soluzione. «Invece ancora oggia un mese dall'inizio dell'anno scolastico la situazione e la medesima».

I genitori chiedono ai rappresentati politici comprensoriali, in primis il sindaco Paolo Grassi, «di trovare una soluzione rapida prima dell'inizio dell'anno scolastico, trovando un collocamento diverso al Centro Operativo, magari acquistando dei moduli abitativi per dare una sede esclusiva e definitiva e il giusto spazio alla protezione civile. Liberando così ambienti che adeguatamente sistemati possono diventare aule e laboratori per lo studio dei ragazzi dell'adiacente istituto tecnico Belmesseri, del quale- ricordano i genitori- stiamo ancora aspettando di vedere l'approvazione del progetto di miglioramento e adeguamento sismico dopo oltre un anno dalla sua chiusura avvenuta all'indomani del terremoto che colpì l'Emilia».

Risponde il sindaco Grassi: «Sono d’accordo che per il Coc possano essere utilizzati dei moduli abitativi. Attendo da giorni una risposta dalla Provincia, che lo scorso anno aveva preso l’impegno di recuperare con 250mila euro il Sambuchi per metterci la ragioneria, ma le aule non sono ancora pronte. Io ho proposto che vengano utilizzati i 250mla euro per realizzare i moduli (occorrono circa 180mila euro) dove collocare la Protezione civile, e lasciare così liberi i locali scolastici che rivendicano i genitori».

Marco Landini

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