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Imprenditrice sfrattata odissea senza fine
CARRARA. E’ una vera e propria offensiva giudiziaria quella che intende mettere in atto la signora Assunta Del Freo, imprenditrice di cui abbiamo scritto altre volte perché protagonista suo malgrado...
CARRARA. E’ una vera e propria offensiva giudiziaria quella che intende mettere in atto la signora Assunta Del Freo, imprenditrice di cui abbiamo scritto altre volte perché protagonista suo malgrado di una odissea iniziata il 4 agosto del lontano 2003 (quando fu sfrattata da un appartamento di via Puliche e non vi è più potuta rientrare nonostante le sentenze a lei favorevoli). A suo favore ci sono le sentenze, ma nei fatti ad oggi è senza casa: di recente, ha provato a rivolgersi all’amministrazione di Massa (è nata a Massa e qui ha condotto due note attività commerciali e imprenditoriali, ed è al tribunale di Massa che chiede di far valere le sue ragioni) per ottenere una sistemazione in attesa di rientrare in possesso dei suoi beni, ma a quanto riferisce, si è sentita rispondere che ha il domicilio a Firenze, e quindi dovrebbe rivolgersi a Firenze: «Sono cittadina massese, sono stata iscritta alla Camera di Commercio di Massa-Carrara, qui ho sempre lavorato. Le sentenze dicono che non è mia responsabilità se mi trovo senza una casa. Spero che l’amministrazione massese ci ripensi e mi aiuti: quando questa odissea sarà finita, sono pronta a ripagare tutto. Ma adesso credo sia giusta avere un tetto».
Si diceva dell’offensiva giudiziaria: la signora Del Freo ha assunto un pool di avvocati, con i quali intende arrivare fino in fondo. A giorni andra alla Procura di Torino, a portare il dossier con le pronuncedella Cassazione e della Corte d’Appello che non hanno avuto seguito. Le vicende sono note: ad esempio, nel novembre 2005 stipulò un contratto di affitto per un appartamento a Tonfano con la proprietaria, deceduta nel gennaio 2006; gli eredi però nel 2010, pur avendo la signora pagato regolarmente l'affitto la sfrattano nonostante il contratto avesse durata di sette anni e così nella primavera deve andarsene; contro quello sfratto ha presentato opposizione ed è in corso una causa al tribunale di Viareggio; l'ufficiale giudiziario scattò ben 132 foto dei beni che aveva ancora in quella casa, e di cui non è ancora riuscita a entrare in possesso; un tesoro composto da mobili antichi, un lampadario in cristallo di Boemia, tappeti persiani, abbigliamento di pregio, due camere matrimoniali, biancheria di lusso (la signora era commerciante e rappresentante di biancheria esclusiva).
Il caso iniziale è lo sfratto di via Puliche: la Corte d'Appello ha riconosciuto il suo diritto ad abitare in quella casa di Marina di Massa, ma la sentenza di secondo grado di fatto è rimasta lettera morta, e la signora Del Freo continua a vagare in cerca di sistemazione definitiva. Altro problema, di cui abbiamo già scritto, con un primario istituto di credito: un protesto del 1998, che il tribunale di Massa annulla nel 2001; sulla base di quel pronunciamento, la signora Del Freo avvia una causa per danni, visti gli strascichi che quel protesto aveva provocato, e nel 2008 le viene dato ragione. Sono passati cinque anni, ma di quei soldi riconosciutigli dai giudici non ha visto neppure un euro.
Fra poco la trasferta a Torino, la cui procura per un'altra vicenda (l'affaire della moschea in Iraq) si è già occupata di questioni apuane. (m.b.)
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