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Case, multe salate per chi vende senza certificazione
Sanzioni da 3mila a 18mila euro e contratto nullo Le agenzie costrette a eliminare il 70% degli annunci
MASSA. Mancava solo l’Ape – l’attestato di prestazione energetica – per togliere il sonno agli agenti immobiliari che già facevano salti mortali per vendere i monolocali. Dal 6 giugno tale documento, che misura quanta energia una casa consuma per essere riscaldata e/o rinfrescata, diventa obbligatorio per vendere o affittare o addirittura cedere a titolo gratuito qualunque immobile: nuovo o ristrutturato. È un bel grattacapo per gli agenti immobiliari, che rischiano sanzioni da un minimo di 500 euro ad un massimo di 4.200 se espongono nelle loro vetrine o pubblicano sui propri siti internet annunci di immobili senza l’Ape; ma anche chi pretende di vendere casa – nelle veste di proprietario o costruttore – senza la documentazione energetica rischia di essere multato, e con sanzioni più pesanti: da 3mila sino a 18mila euro (a seconda di dove l’immobile è dislocato). Rimane da chiarire chi avrà il potere di controllare e sanzionare: secondo Fiaip, la Federazione italiana degli agenti immobiliari professionali, è credibile che la Regione passi la palla ai Comuni, che investiranno del compito le polizie municipali; non accantonata del tutto l’ipotesi che scenda in campo anche la guardia di finanza.
Rogito nullo. La nuova norma – il quadro della certificazione energetica di cui si parlava da tempo è stato ridisegnato dalla Legge 90/2013, entrata in vigore il 4 agosto – prevede che si patisca un’altra pena, se l’Ape manca, ben più tormentosa del pagamento di un’ammenda e che coinvolge non solo il proprietario dell’immobile e l’intermediario ma persino l’acquirente: la nullità del contratto di trasferimento; in altre parole, il rogito – che è l’atto supremo che attesta che un immobile acquistato è nostro a tutti gli effetti – diventa carta straccia se la compravendita è avvenuta con una documentazione dell’immobile priva di attestato di prestazione energetica.
Offerta ridotta. Già si avvertono le conseguenze dell’entrata in vigore del nuovo obbligo. Da Massa a Montignoso, da Carrara alla Lunigiana, per le “immobiliari” è una batosta: «Ogni singola agenzia ha dovuto eliminare dalla vetrina o dal sito internet il 70 per cento degli annunci» calcola Felice Caliolo, presidente della Fiaip di Massa-Carrara. Che parla (ovviamente) per i colleghi che aderiscono al “sindacato”: perché basta fare un giro per agenzie immobiliare e buttare uno sguardo sugli annunci che ci si accorge che in molti ancora non si sono messi in regola (vedi foto). Dovrebbero farlo: stanno pubblicizzando immobili che non possono essere venduti. Eppure si tratta di un difetto “macro”: se nell’annuncio non è riportata la votazione della prestazione energetica – non è altro che un numero in una scala dalla A alla F, cioè dall’ottimo alla classificazione più bassa – l’immobile non più essere messo in vendita (né ovviamente acquistato).
Spalle al muro. «Tale obbligo – nota Caliolo – ha peggiorato le nostre condizioni di lavoro. Se un immobile non ha l’attestato, non possiamo fare altro che togliere l’annuncio». Così le vetrine (e i siti web) si svuotano: «Avere tante offerte non equivale a vendere tanti immobili – puntualizza il numero uno di Fiaip – ma le nostre vetrine e i siti internet delle agenzie sono biglietti da visita», se sono sguarniti è più facile che il potenziale acquirente tiri lungo.
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