Il Tirreno

Al Florio in vespa... dalla Germania

Al Florio in vespa... dalla Germania

Tanti clienti fedeli alla stessa spiaggia: altrimenti non ci sentiamo in vacanza

2 MINUTI DI LETTURA





MARINA DI CARRARA. Ricorda un po’ quelle serie televisive italiane da prima serata, incentrate sulle vicende di una famiglia numerosa e sempre in espansione. Al bagno Florio si respira aria familiare, su un quadrato di spiaggia dove tutti conoscono tutti e le generazioni si passano il testimone sotto l’ombrellone.

L’impressione è confermata dagli stessi titolari: quattro gli eredi della nonna Angiolina Baudoni che fondò il bagno nel 1950. I “fantastici quattro” sono Angela e Sergia Maggiani, Mario e Virginia Baccicalupi; ma non bisogna dimenticare i figli Luca, Andrea e Jacopo, gli ultimi arrivati destinati a gestire il Florio al quarto mandato. Anche tra i clienti in quanto a familiarità non si scherza:persino gli stranieri si sentono a casa, e un cliente tedesco ricorda il nonno che nel ’52 scendeva da Heidelberg in Germania in Vespa per venire al Florio. Un viaggio della speranza.

Non meno ostinata la famiglia Fontana, formata da Silvana, Benito e la figlia Mila, che ogni anno arriva puntuale da Fidenza sennò - dice la mamma - “non ci sentiamo in vacanza!”.

La prima volta, ricordano, risale a 45 anni fa: c’era più spiaggia, la vecchia insegna tolta solo recentemente, avevano anche conosciuto la fondatrice Angiolina. «Restiamo fedeli al Florio come a una famiglia - spiegano con orgoglio - e finchè la salute lo permette continueremo sempre a venire!».

Qualche ombrellone più in là si rilassa un altro cliente “d’argento”: da trent’anni stessa sdraio stesso mare, Gianni Bergamini è carrarese ed è forse noto ai più per la sua passione per i giochi di prestigio.

«Come prestigiatore - dice - lavoro da quarant’anni: trucchi inventati da me ma anche i classici come il coniglio bianco che esce dal cappello». Quando gli si chiede di svelarci il segreto di questo classico, non ci prende neppure sul serio. «Qui vengo fin da bambino e mi sono sempre divertito» racconta «ricordo tra le tante iniziative organizzate una caccia al tesoro: per trovarlo le squadre avevano scavato una voragine sul bagnasciuga, non vi dico la felicità della titolare!» aggiunge ridendo. Compagno di goliardate da spiaggia anche il vocalist e animatore Jean Pier, che come cognome ci rilascia quello di “Assange”: un nome, un programma.

Non a caso i titolari del Florio, membri dell’Associazione Imprenditori Balneari, sono contenti delle attività proposte dal loro bagno: acquagym, baby club, non escludono neppure che i Beach Games siano alla fine organizzati dopo ferragosto; «staremo a vedere!» dicono. Negli anni non si contano i cambiamenti: Angela ci mostra le foto degli anni ’50, quando c’era solo un grande capannone di paglia e... le mine! Già, perché in pieno dopoguerra, era stato necessario chiamare gli artificieri per rimuoverle, prima di mettere piede in spiaggia.

Chiara Piotto

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera