Il presidio
Aiuti a famiglie e aziende terremotate
Carispezia mette a disposizione 3 milioni e mezzo per la Lunigiana. A Casola si smantellano le ultime tendopoli
CASOLA. Mentre le famiglie terremotate della Lunigiana orientale cercano di tornare lentamente alla normalità, nonostante le molte abitazioni inagibili, un aiuto concreto alle loro finanze arriva da Carispezia - Gruppo Cariparma Crédit Agricole, che si è attivata «per far fronte alle esigenze delle comunità colpite dal recente sisma». Carispezia annuncia infatti di avere «predisposto una serie di interventi creditizi a sostegno dei soggetti colpiti dagli eventi calamitosi, mettendo loro a disposizione due specifici plafond per un totale di 3.500.000 euro.
Gli interventi specifici che la Banca ha avviato sono quindi suddivisi a favore di soggetti privati ed aziende. Per le famiglie è prevista l'attivazione di un plafond complessivo di 2 milioni, che comprende un tetto massimo di finanziamento pari a 50.000 euro rimborsabile entro massimo 72 mesi e offerto ad un tasso variabile o fisso con spread del 2,00%. Non è prevista alcuna spesa di istruttoria.
L'operazione rivolta alle aziende include invece l' attivazione di un plafond totale di 1.500.000 euro con un importo massimo di finanziamento pari a 100mila euro rimborsabile entro 84 mesi offerto ad un tasso variabile o fisso con spread del 2,50%. Nemmeno in questo caso è prevista alcuna spesa di istruttoria.
Inoltre la Banca mette a disposizione la possibilità, per i clienti danneggiati dal terremoto, di sospendere il pagamento della quota capitale della rata dei mutui a privati e dei finanziamenti erogati alle aziende. «Carispezia è vicina alle persone colpite dal sisma e proprio per questo ci sentiamo in dovere di intervenire - dichiara Stefano Bertolini, responsabile del Servizio Marketing Territoriale -mettendo a disposizione degli strumenti creditizi volti al ripristino sia delle attività economiche sia degli edifici danneggiati, a condizioni economiche particolarmente favorevoli. Questa serie di interventi è un primo segnale per dimostrare la vicinanza di Carispezia e la volontà della Banca di essere concretamente parte del territorio, a fianco delle famiglie e delle aziende».
La situazione a Casola. Il sindaco di casola, Riccardo Ballerini, ha chiuso il capitolo “famiglie senza tetto”: nel senso che, spiega, il gruppo di abitanti che ancora non aveva trovato una ricollocazione avendo la casa inagibile, è stato tutto sistemato. «Chi è andato a stare da parenti o amici, chi ha potuto prendere in affitto alcune seconde case di altri privati, che le hanno messe a disposizione. Anche in comuni vicini a Casola. Per questo, i tre campi tendati che avevamo lasciato operativi, cioè a Casola, Regnano e Codiponte sono in smantellamento da parte dei volontari. A Casola praticamente sono state già tolte le tende, negli altri due punti verranno tolte entro il fine settimana. Nessuno sfollato è andato in albergo». Ma il sindaco aspetta chiarezza anche sulle ultime normative nazionali che consentono detrazioni fino al 65% per le ristrutturazioni dlele case principali. «C’è tempo fino al 31 dicembre, troppo poco. Spero che il legislatore stabilisca una proroga al 2014. Inoltre la detrazione dovrebbe essere estesa anche alle seconde case, che qui a Casola sono l’80%: c’è il rischio che vengano abbandonate. Non solo: ai fini dell’Imu, c’è il taglio della tassa del 50% sulle case inagibili. E a venerdì scorso sono arrivato a firmare, dal terremoto di giugno, ben 300 ordinanze di inagibilità. Significa che nelle casse comunali potrebbe entrare solo la metà dell’Imu prevista. Stiamo stilando l’elenco delle case inagibili da inviare alla Regione, ma non abbiamo molto personale, ringrazio Cesare Leri per quello che come Unione Comuni ci ha messo a disposizione.(c.car.)
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