Il presidio
Fratelli Franchi, un altro anno d’oro
L’utile netto di 4 milioni e mezzo è un po’ in calo rispetto all’exploit del 2011, a pesare i danni provocati dall’alluvione
CARRARA. Ancora un anno d’oro per i re dello statuario, i fratelli Alberto e Bernarda Franchi: la loro azienda capofila, la Franchi Umberto Marmi, chiude infatti il bilancio al 31 dicembre 2012 con un altro utile monstre di quasi quattro milioni e mezzo, inferiore all’impressionante exploit dell’anno scorso (quasi 5,6 milioni) ma “solo” perché, come si spiega nella relazione, ad inficiare alcuni mesi del 2012 c’è stata una carenza sul mercato di materiale di pregio e, soprattutto, a novembre del 2012 c’è stata la disastrosa alluvione che ha colpito duramente a Nazzano, uno dei quartieri più coinvolti. E così, nel rush finale dell’anno, la ditta - come si sottolinea nella relazione - si è trovato allagato il capannone di via del Bravo a Nazzano - dove viene svolta l’attività di lucidatura delle lastre - e il piazzale in cui vengono stoccate le lastre e i blocchi destinati alla vendita; un danno rilevante, visto che la società ha dovuto liberare dal fango gli impianti, il piazzale, i blocchi e le lastre, per procedere poi alle riparazioni e in molti casi sottoporre le lastre danneggiate a interventi di recupero. Il ritorno alla normalità ha richiesto molto tempo, con notevoli disagi sia per l’attività di lavorazione che per il commercio. Terzo motivo di calo del fatturato, una riduzione delle commesse del mercato arabo.
Ma complessivamente, come spiegano le cifre, è stato sicuramente un altro anno super, ampiamente superiore al 2010 che già era stato brillante (al 31 dicembre 2010, 21 milioni di fatturato e 4,2 milioni di utili).
Ormai la Franchi Umberto Marmi è un brand mondiale, come dimostra la suddivisione delle vendite: sui 23,7 milioni di euro di ricavi conseguiti con la vendita dei materiali lapidei (circa due milioni al mese quindi), più del 52 per cento è andato al mercato italiano; 12% ai Paesi Arabi, 9 % circa in Cina e estremo Oriente, 9% nel Nord America, 9% in Centro e Sud America; in India il 2,2 %, in altri Paesi europei 2,5, altri mercati 2,6%.
I fratelli Franchi hanno inoltre il 25 per cento della Marmi Carrara, cioé della più importante azienda al mondo del bianco Carrara; del gruppo fanno parte anche la Mpa (Marmi pregiati apuani), di cui la Franchi Umberto Marmi ha il 50%, e una società di diritto turco di cui detiene il 46%.
Una società che guadagna e che continua a investire: nel 2012 la Franchi Umberto Marmi ha infatti acquistato per un milione e 600mila euro il compendio immobiliare adiacente a quanto già di proprietà lato Massa, ed ha effettuato migliorie di ristrutturazione e immobiliari per 373mila euro.
Quasi costanti i costi per il personale: erano stati un milione e 557mila euro nel 2011, sono saliti di circa 50mila euro nel 2012 a un milione e 610mila euro. La Marmi Carrara ha versato alla Franchi Umberto Marmi un dividendo di 625mila euro.
Crescono anche gli introiti da affitti della proprietà immobiliare sull’Aurelia a Nazzano: sono stati di 522mila euro contro i 506mila del 2011. Altre operazioni: è stata ceduta la partecipazione nella “Silgran”, non più ritenuta strategica (plusvalenza di 22.900 euro), ed acquisita una partecipazione nella “Fiomar” (per 153mila euro).
Insomma, dopo i bilanci di Sagevan e Marbo, un’altra conferma che le aziende di escavazione continuano a macinare utili, il marmo bianco non conosce crisi, soprattutto se il prodotto è di pregio (statuario o calacata).
Massimo Braglia
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