Il Tirreno

Lotto: «Impariamo dai romagnoli»

Lotto: «Impariamo dai romagnoli»

Secondo il presidente degli albergatori sole e mare non bastano più per attrarre i vacanzieri

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MASSA. Non cadiamo nell’equivoco: la crisi è nera anche sulla Riviera delle notti rosa e il calo delle presenze spaventa forse più la costa romagnola, che vive esclusivamente di turismo, della terra apuana, che ha sempre optato – con tutti i pro e i contro – per un modello di sviluppo composito (dalla meccanica al lapideo al “balnerare”). Qualcosa dai romagnoli possiamo comunque mutuare: ad esempio, il modo con cui si fanno pubblicità.

«Sono eccessivi 130 euro per una camera in un tre stelle di Marina? Rispondere sì o no è aleatorio – sostiene Claudio Lotto, presidente degli albergatori apuani – Le variabili che incidono sul prezzo sono ormai molteplici»: dalle condizioni meteo previste per i giorni della vacanza alla quota di stanze (sul totale di cui dispone una struttura) che un albergatore ha piazzato. E va da sè che se è prevista pioggia il pacchetto diventa più conveniente per chi lo acquista, mentre il prezzo sale se le prenotazioni di una struttura stanno andando a gonfie vele.

«Confrontarci con Rimini o Riccione serve a poco – aggiunge Lotto – il sole e il mare ci sono ovunque e ci sono località da mille e una notte che costano decisamente meno della costa adriatica», ma dai vicini-concorrenti abbiamo da imparare. «I romagnoli dicono: “Venite da noi perché abbiamo il parco tematico dell’Italia in miniatura e il parco acquatico di Riccione” e solo dopo accennano al mare. E allora penso – dice Lotti – all’aeroporto di Cinquale, alle colonie Torino, al CarraraFiere...». Anche a noi – in teoria – non manca niente. Del necessario, perché ciò che manca l’abbiamo ritenuto superfluo: e cioè conservare l’identità del modello turistico che un tempo proprio Marina di Massa (più del resto della costa apuana) aveva. Sono lontani i tempi in cui tra un ombrellone e l’altro correvano 10 metri – pensiamo all’Oliviero di fine anni ’70 – anzichè gli attuali 10 centimetri (o poco più); i tempi in cui i bagni avevano frontali da 300 metri; i tempi in cui si poteva passeggiare nel verde (ormai ridotto all’osso) dei parchi. Allora sì che si poteva pretendere più soldi di quanti ne vogliono i romagnoli per ubriacare di divertimento i loro vacanzieri.

Giovanna Mezzana

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