Il presidio
Da Losanna a Milano: le ferie si passano al bagno Lunezia
Sulla spiaggia c’è la bandiera del Tibet, simbolo di libertà In 28 anni lo stabilimento è stato ricostruito due volte
CARRARA. Sulla spiaggia del Bagno Lunezia sventola la bandiera del Tibet. A raggi blu e rossi che sorgono da un sole dorato, la bandiera fu introdotta nel 1912 dal Dalai Lama e nel 1950 è stata dichiarata illegale e sostituita dalla bandiera cinese. A oggi, è simbolo del governo tibetano in esilio e rappresenta una popolazione che, come stato, non esiste più.
«Appenderla è per me una questione politica - spiega il titolare del bagno, Pietro Giorgeri - è il simbolo della libertà. Da 40 anni faccio politica e sono convinto che quando un popolo abbia la libertà, abbia tutto». Nella sua convinzione è riuscito perfino a coinvolgere una coppia di clienti, proprio ultimamente partiti per il Nepal con l’intenzione di adottare un bambino.
Quando giunge la domanda classica sul bilancio di stagione però la sua fermezza sembra vacillare: «Mi devo sedere?» scherza. In realtà nulla da segnalare, la zona «è fortunata e agevolata rispetto ad altre più costose e si mantiene lo zoccolo duro di clienti fissi». Tra loro, ci spiega, alcuni si affezionano talmente tanto che piangono quando arriva il momento di partire: come due svizzeri di Losanna, tornati ai loro alpeggi commossi il giorno prima. «In 28 anni di gestione il bagno è stato demolito e rifatto due volte: eppure tutti i clienti sono sempre tornati». Il b&b con sette camere magari facilita gli stranieri.
Non a caso tra “gli aficionados” si conta un belga, pur dal nome italiano di Tullio Gemignani, che ogni anno compie “la traversata”in auto da Liegi a Carrara per un totale di trenta ore tra andata e ritorno.
Figlio di carrarese, Tullio sceglie Marina per il clima più clemente ed una cucina più ricca: «È una benedizione! Noi lassù mangiamo solo patatine, cioccolato e birra, mentre qui si mangia così bene!» Dice, per poi aggiungere: «Voi in Italia avete l’oro in mano, non capisco perché tutti vogliano andarsene». Da parte sua, Tullio dice di trovarsi così bene a Carrara che già prevede di trasferircisi definitivamente tra dieci anni, appena entrato in pensione.
Anche Jodi Testa, milanese incrociato con la Lunigiana, deve limitare le sue ferie causa lavoro. Ma appena ha un attimo torna, da quando aveva 3 anni senza sosta, “fatta eccezione per un periodo di “latitanza” in gioventù, anni di gite in “ciao” a Jesolo.
Quando scende al Bagno Lunezia, ormai come una famiglia, l’intento è quello di divertirsi e di staccare un po’ la spina.
«Le goliardate qui non si sprecano» dice, e lo si immagina bene a vedere il foulard bianco e blu che porta al collo e il maialino di plastica appoggiato sul tavolo che «rappresenta il mio stato d’animo d’appena arrivato» spiega scherzando.
Il foulard è quello di Sant’Erasmo, la contrada del corvo, del Palio di Legnano: ha appesi una croce simbolo del palio, una campanella per le sconfitte e un ciuccio per le delusioni. L’evento è diventato, a causa di Jodi, “una mania collettiva qui al Lunezia, tutti sono stati contagiati”.
Ma non basta: per divertirsi il cliente sta già pensando alla tradizionale gara d’acqua e gavettoni di ferragosto.
Tra gli eventi del bagno si ricorda anche, domani sera alle 21.30, la sfilata di moda organizzata da Elena Biasci che avrà come modelle alcune allieve della scuola di danza Arte in Movimento- Danzarte di Avenza. Chiuderanno la serata con il valzer viennese le giovani debuttanti con i Divi.
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