Italia
«Caro Storace, piuttosto sciolga il suo movimento»
CARRARA. «Sciolga piuttosto il suo movimento oppure sciolga le sue riserve relativamente ai valori della Costituzione Repubblicana»: così Luca Ragoni, presidente del consiglio comunale, replica all’on...
CARRARA. «Sciolga piuttosto il suo movimento oppure sciolga le sue riserve relativamente ai valori della Costituzione Repubblicana»: così Luca Ragoni, presidente del consiglio comunale, replica all’on. Storace che, commentando la solidarietà delle assise ai 46 indagati per i disordini in occasione del suo intervento in città, aveva invitato il ministro Alfano a sciogliere il consiglio comunale carrarese. «La tradizione democratica di Carrara lei se la sogna - scrive fra l’altro Ragoni - I fatti occorsi non sono dovuti alla propensione violenta della città, ma piuttosto al nostro sincero attaccamento ai valori della Resistenza e della Costituzione Repubblicana che lei non rappresenta, anzi nega». E ancora: «Questa città si è opposta duramente all’avvento del fascismo, pagandone in termini umani ed economici un duro prezzo, e si è poi riscattata attraverso una Resistenza partecipata e condivisa che ha portato alla liberazione della città durante l’occupazione nazi-fascista, alla rivolta delle donne del 7 luglio che hanno impedito ai Tedeschi l’evacuazione della città ed alla definitiva Liberazione che ha consegnato la città, ripulita da tedeschi e fascisti, alle truppe alleate. In questa città dal 1945 nessun membro del ricostituito partito facista ha mai tenuto un pubblico comizio. Di cosa si meraviglia quindi? Della nostra coerenza? Noi non sopportiamo ingiustizie e prepotenze e lei è venuto, assieme al suo degno compare, a provocare una città resistente dai forti valori democratici condivisi. Si meraviglia quindi della nostra solidarietà ai 46 manifestanti ? Le ripeto, siamo semplicemente coerenti con la tradizione democratica ed antifascista che è il cuore della nostra città! Lei può venire a Carrara a passeggiare, a visitare le cave, a fare il bagno nel nostro mare, ma non a spargere il seme dell’odio, del razzismo e dell’intolleranza».
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