Il Tirreno

Bagarre al dibattito scontro fra Bienaimè e Roberta Crudeli

Bagarre al dibattito scontro fra Bienaimè e Roberta Crudeli

Scambi di accuse alla festa Pd a margine della presentazione del rapporto sulla mafia e sull’allarme infiltrazioni

4 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Duro scontro alla Festa del Pd a Marina fra la consigliera di opposizione Claudia Bienaimè e alcuni rappresentanti del Pd. Il tutto, in occasione della presentazione del rapporto “La mafia in Toscana”, realizzato dalla Fondazione Antonino Caponnetto. Ospiti della serata, coordinata da Milene Mucci del circolo di Marina Ovest, sono stati il deputato del Pd, Federico Gelli, il nipote di Caponnetto, Dario Meini, Giuseppe Monforte, poliziotto operativo per dieci anni (fra gli anni ’70 ed ’80) in Sicilia a contatto con i pentiti mafiosi, e Umberto Moisè dell’Arci locale. Assente per ragioni familiari il presidente della Fondazione, Salvatore Calleri, collaboratore dello stesso Caponnetto dal 1992 al 2002.

Forte di 176 pagine e con una nota introduttiva dell’attuale presidente del Senato, Pietro Grasso, il rapporto denuncia per la provincia di Massa-Carrara una situazione “molto grave”, con una “presenza mafiosa ai massimi livelli”. «Siete terra di colonizzazione per i mafiosi - ha spiegato Meini - la ricchezza del territorio, il marmo, ha attirato nel corso del tempo forti interessi occulti, ma anche il suo porto non è del tutto lontano da rischi d’infiltrazione». Nel complesso, opererebbero nella sola provincia vari gruppi mafiosi, i cui maggiori interessi vertono, oltrechè sul marmo – vera “porta d’ingresso” per questo tipo di criminalità – sugli appalti pubblici, sul gioco d’azzardo e sul circuito della prostituzione.

«I pentiti ci dicevano - ha spiegato Monforte - che venivano al Nord perché qui i poliziotti non li sapevano prendere: una diversità di culture che, per lungo tempo, ha portato a cercare i mafiosi con la coppola ed ad ignorare come, dopo le stragi degli anni ‘90, le famiglie si sono immerse nella società, confondendosi ad essa».

Ritardi fatali nel favorire l’impianto di questa criminalità nel territorio, complice anche l’invio al “confino” in provincia di molti capi-clan durante gli anni 1960-1970, che ha permesso loro di porre nuove basi di potere. Dati preoccupanti e persino sconvolgenti seguiti con interesse dal pubblico.

Prendendo la parola, la Bienaimè, inaspettatamente, si è scagliata con durezza contro l’attuale amministrazione comunale, non mancando di suscitare reazioni altrettanto forti da parte di alcuni rappresentanti del Pd e dei militanti presenti. «Ho basato la mia campagna elettorale alle ultime amministrative sulla trasparenza e l’onestà - ha detto - e quando ho suggerito l’esistenza di interessi mafiosi nella politica e nell’economia locale, specie nell’appalto per la Strada dei Marmi, sono stata violentemente attaccata dall’establishment politico della città, in particolare da una persona». Invitata dagli ospiti della serata a farne il nome, la consigliera comunale ha detto: «Non c’è nulla da nascondere, in quanto le polemiche erano già uscite sui giornali dell’epoca: sono stata attaccata dall’attuale sindaco di Carrara». Queste parole hanno scatenato l’insurrezione dei politici del Pd presenti, in particolare della capogruppo al Consiglio Comunale, Roberta Crudeli, e dell’assessore alla Cultura, Giovanna Bernardini.

Si è scatenata una bagarre, fra accuse e contro-accuse, applausi, fischi e reazioni polemiche dei presenti, divisi nelle loro preferenze. In particolare, sono stati sollevati riferimenti a presunte irregolarità nelle ultime amministrative, in occasione delle quali i voti di un seggio sono stati annullati. In questa eruzione improvvisa di feroci polemiche, la Bienaimè ha inteso sottolineare il «clima di diffuso clientelismo e favoritisimo negli ambienti politici locali, dove tutto passa attraverso poche mani», nonché la mancata adesione ad “Avviso Pubblico” del Comune di Carrara. «Tutti strumentalismi polemici - ribatte la Crudeli - ad Avviso Pubblico l’adesione avverrà a fine agosto, la prossima seduta del Consiglio Comunale, mentre sul clientelismo sono solo voci non dimostrabili». Un intervento, quello dell’esponente di Carrara Bene Comune, stigmatizzato dalla moderatrice dell’evento, Milene Mucci, per la quale «l’intento dell’incontro era discutere di un problema di natura generale e non stuzzicare nuove polemiche, specie ad una festa del Pd».

A riprendere il controllo della situazione – ormai degenerata - è stato lo stesso Meini, invitando la Bienaimè e i presenti a esporre «le loro accuse a chi di dovere» e il deputato Gelli, per il quale «altre sono le sedi opportune per confrontarsi con la veridicità di simili prese di posizione». Resta il problema sollevato dallo studio della Fondazione Caponnetto: una “colonizzazione” documentata e certa di interessi mafiosi nel territorio.

La festa comunale del Pd, che doveva concludersi ieri, è stata invece prorogata a stasera, a Carrarafiere.

Luca Menconi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera