Il presidio
Al Principe? «Si sta come dei re»
Clienti affezionati da generazioni. La titolare Tiziana: qui per me sono tutti vip
MARINA DI CARRARA. Si respira tranquillità tra le agavi e le palme del bagno Principe. Spazi di frescura si delineano sotto ai gazebo, sui divanetti all’aperto e tra gli scaffali di una piccola biblioteca, dove si allineano con cura i grandi classici: Cime Tempestose, Robinson Crusoe, Romeo e Giulietta ... L’ultimo dei bagni di Marina - o il primo a seconda dei punti di vista - ha alla sua destra la vista ariosa sul mare di Bocca di Magra.
Anche all’interno del bagno Pincipe lo spazio libero abbonda, il che permette di organizzare feste ed eventi serali: «In questo momento di sconforto generale, cerchiamo di fare divertire le persone!» è l’esclamazione della titolare Tiziana Nicodemi. Lo scettro del bagno, fondato da papà Alido Nicodemi nel ’58, lo detiene ora lei, aiutata dalla sorella Franca, insegnante, e dal fratello Francesco. Ad aiutarli anche il giovane cuginetto Tommaso, sedici anni: da come risponde a qualche domanda si nota che già conosce il bagno come le sue tasche.
Vitale ed energica, Tiziana tira su il morale ai clienti con serate un po’ fuori dagli schemi: feste country, hawaiane, salutiste, senza dimenticare l’apertura della spiaggia in notturna la notte dei fuochi di ferragosto, per guardarli comodamente sdraiati sui lettini e direttamente dal mare. «Questa è una zona appartata e dimenticata, mancano i parcheggi e perfino il marciapiede - commenta la titolare - ma chi ci capita non ci lascia più».
È vero che la crisi ha avuto l’effetto di rendere le spiagge libere sovraffollate, dice Tiziana, ma fortunatamente anche da loro la maggior parte dei clienti resta stabile. Si tratta principalmente di abitudinari locali, benchè non manchino gli habitués stranieri, americani, francesi, perfino australiani. La tedesca Ute è una di loro:nonostante il cognome da sposata sia italianissimo, lei è nata a Francoforte 75 anni fa. Giovanissima ha incontrato il marito, carrarese, a Roma e ben presto si è ritrovata in terra apuana per fargli visita. Da quando sono sposati, 44 anni, non ha mai mancato un’estate sul litorale carrarese: così da ben 35 anni non abbandonano il bianco - blu del Bagno Principe. D’altra parte da quando la pensione lo permette, lei e il marito passano a Marina metà dell’anno: scendono da gennaio ad aprile e poi tornano da giugno a settembre.
Quattro viaggi tra andata e ritorno che ora compiono comodamente in aereo, anche se fino a quindici anni fa avevano il sapore di odissee intercontinentali: Ute ricorda le venti ore e i tre cambi necessari al tragitto in treno. Eppure, ne valeva la pena: «Là ci sono solo piscine - racconta con il suo italiano ormai impeccabile - e solo qui so davvero rilassarmi. Quasi nulla è cambiato in tutto questo tempo». Che è di casa lo si vede da come la signora tedesca scherza con la titolare Tiziana: «Invecchiamo assieme!» si dicono. Poi la proprietaria del bagno scava nella memoria per rivivere le stagioni passate su quella spiaggia «Estate dopo estate di cose ne sono capitate - racconta -tanto che bisognerebbe farne un libro. O prendere appunti, altrimenti poi si dimenticano!». Ma i clienti, quelli storici come potrebbe dimenticarli? «Molti di loro hanno la cabine già da tre generazioni consecutive. Per me tutti i clienti sono celebrità» risponde. D’altronde dal bagno con un nome simile, non ci si può aspettare diversamente.
(c.p.)
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