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La scritta “D’io” illumina il Politeama
CARRARA. Appare magicamente al calar del sole, sulla facciata del Politeama, “l’osservato speciale” della nostra città”: e poichè dal giorno del primo cedimento, nel giugno 2008, i riflettori sono...
CARRARA. Appare magicamente al calar del sole, sulla facciata del Politeama, “l’osservato speciale” della nostra città”: e poichè dal giorno del primo cedimento, nel giugno 2008, i riflettori sono rimasti sempre accesi sul palazzo di piazza Matteotti, qualcuno ha pensato bene, nell’ambito di Marble Weeks, di puntarci sopra una luce, non più solo metaforica, ma vera. A dare ancora maggior forza alla provocazione, la scelta dell’immagine da proiettare: non una figura, ma la scritta, a caratteri cubitali, “D’io”. L’idea è di Francesco Ricci, artista carrarese, che lungi dal voler cavalcare le polemiche sul Politeama, aveva pensato di realizzare la sua opera sulla facciata dell’Accademia di Belle Arti, salvo poi vedersi costretto a cambiare sito, per motivi logistici. Alla fine la scelta è caduta sul Politeama: “Opera Ubiqua ”, questo il titolo della creazione, realizzata con un proiettore scanner e dedicata a Gino De Dominicis, vuole “enfatizzare il concetto che rappresenta tutte le religioni e cioè che Dio è in ogni dove”. «È un messaggio rivolto ad ogni individuo – spiega Ricci - un invito a comprendersi l'uno con l'altro». L’opera di Ricci è visibile dalle 21alle 2 sulla facciata del Politeama Centrale, fino a fine agosto.
(c.ch.)
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