Il Tirreno

Crc, risultato netto negativo di 570mila euro

Crc, risultato netto negativo di 570mila euro

Pesano le rettifiche per il deterioramento dei crediti, salite da 2,7 a 5,6 milioni mentre aumenta la raccolta diretta (+ 5,5%)

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CARRARA. E’ una semestrale che si chiude con un risultato netto negativo per 570mila euro, quella della Cassa di Risparmio di Carrara. Un segno meno che rappresenta decisamente una novità per una banca abituata a macinare utili anche in tempi difficili. Un segno meno che dovrà essere cancellato in fretta, in questi mesi da qui alla fine dell’anno, anche perché se dovesse perdurare, significherebbe che la Fondazione Cassa di Carrara (azionista al 10 per cento, il 90% della Cassa di Carrara è della Banca Carige) non riceverebbe dividendi dall’istituto di credito cittadino. A pesare, come spiega la relazione semestrale, le rettifiche sui crediti: in poche parole, crediti per i quali non vi è la piena certezza di poterli recuperare per intero.

Per il resto, come si vede dalla tabella, il totale delle Attività finanziarie intermediate per conto della clientela è salito a due miliardi e 113 milioni (+ 1,7% nel semestre e + 2,4% nei dodici mesi); cresce anche la raccolta (un miliardo e 110,7 milioni, + 5,5% da inizio anno); segno negativo invece per la raccolta indiretta e il risparmio amministrato, e anche per i crediti verso clientela, che al lordo delle rettifiche di valore, ammontano a 1.021,2 milioni, in diminuzione sia nel semestre (-3,3%), sia nell'anno (-7,1%).

E quindi il conto economico evidenzia una perdita netta per 570 mila euro (erano stati sei i milioni di utile netto a giugno 2012) principalmente - si fa notare nella relazione - «per la negativa dinamica del margine di interesse e per l'incremento delle rettifiche di valore nette su crediti. Le rettifiche nette per deterioramento di crediti e altre operazioni finanziarie aumentano da 2,7 milioni a 5,6 milioni, quasi totalmente su crediti».

E intanto, proprio in questi giorni, nella capogruppo Banca Carige ci sono stati vari colpi di scena, comprese le dimissioni di otto dei quindici consiglieri di amministrazione (i rappresentanti della Fondazione Carige e dell’azionista francese Bpce); quindi, a settembre si andrà al rinnovo del consiglio di amministrazione di Carige, e il principale azionista del gruppo genovese, la Fondazione Carige (ne detiene il 47%) sembra proprio intenzionato a sostituire il presidente Giovanni Berneschi, che guida la banca da 25 anni, protagonista fra l’altro dell’acquisizione della Cassa di Carrara. L’interrogativo d’obbligo è: con una nuova guida in Carige, Carrara riuscirà ugualmente a esprimere il presidente della Cassa come fatto finora (compreso Gino Mazzi) nonostante i patti parasociali scaduti. E c’è anche un problema di quotazione del titolo Carige, adesso a 0,44 euro.

Massimo Braglia

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