Il Tirreno

Carrefour, al lavoro sottopagati

di Giovanna Mezzana
Carrefour, al lavoro sottopagati

Nicoli (Cgil): «I precari addetti al riempimento scaffali retribuiti 3 euro in meno rispetto ai dipendenti dell’ipermercato»

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MASSA. S’alza il velo sulle retribuzioni dei trenta neo assunti al supermercato Carrefour: parliamo degli addetti agli scaffali che lavorano esclusivamente la notte, mansione che il marchio francese della Grande distribuzione organizzata ha di recente esternalizzato (cedendo l’incombenza sia del reclutamento che dell’assunzione) al gruppo piemontese Elpe. Nei giorni scorsi i sindacati, Cgil Filcams e Cisl Filca, avevano avanzato dubbi sulla congruità delle retribuzioni, parlando di paghe orarie al ribasso. Da Torino interviene direttamente Elpe, che chiarisce una volta per tutte quanto lavorano e quanto guadagnano gli addetti agli scaffali che prendono servizio alle 22 e smontano all’alba, tra le 3 e le 4 della mattina.

Contratti e retribuzioni. Elpe aveva annunciato la messa in forza di 50 persone; a lavorare per il momento sono una trentina e 20 posti rimangono vacanti. «Ci sono lavoratori con contratti a 20 ore settimanali e lavoratori con contratti a 40 ore la settimana» spiega Massimiliano Morello, responsabile legale di Elpe; il range delle ore mensilmente lavorate varia dunque tra 85 e 173. Il gruppo torinese conferma di applicare il contratto multiservizi firmato da Confapi (che è altra cosa rispetto a quello a cui sono ancorati i dipendenti Carrefour). «La retribuzione oraria applicata a un 1° livello assunto con un contratto di somministrazione a tempo determinato - dettaglia Morello - è di 6,50 euro lorde, a cui deve essere aggiunta una maggiorazione del 30 per cento in quanto lavoro notturno; la retribuzione al netto varia tra 5,50 e 6 euro» a secondo delle detrazioni fiscali che spettano (per figli e coniuge a carico, eccetera).

Lavoratori di serie B. Per la Cgil la precisazione suona come una bestemmia di fronte all’altare. «La prima anomalia – osserva Stefano Nicoli di Cgil Filcams – è che questi lavoratori vengono pagati al netto 2-3 euro all’ora in meno rispetto ai dipendenti Carrefour che non hanno il contratto multiservizi ma quello del commercio». Eppure anche i dipendenti Carrefour hanno sempre svolto mansioni di riempimento (con scatole e confezioni) e riordino degli scaffali (e per altro non la notte).

Il grande rischio. C’è poi un’altra maglia debole secondo Cgil. «Il reparto “scatolame” – osserva Nicoli – è il segmento più importante sia in termini di spazio che in termini di margini commerciali: il 70% degli incassi è assicurato dallo scatolame. È paradossale che proprio da lì parta un’operazione di smembramento del personale diretto: perché è di questo che si tratta».

L’operazione. Un po’ come dire che se Carrefour fosse un’azienda manifatturiera starebbe cedendo a Elpe il suo core-business: «Il reparto scatolame era composto da 28 dipendenti, addetti diretti di Carrefour che erano in organico – descrive Nicoli – e in genere lavorano a squadre su tre turni; adesso sono stati spostati in altri reparti, e si occupano degli scaffali solo se durante l’orario di vendita finisce un prodotto»; se invece lo scaffale è semivuoto, si attende l’arrivo degli scaffalatori/inventaristi notturni. «Il problema è – riflette Nicoli – che se l’azienda si accorge che con questa “compensazione” risparmia, non tornerà più indietro. E non sarà solo Carrefour a ricorrere alle agenzie di somministrazione di lavoro, o alle cooperative, per coprire mansioni che in passato venivano svolte dai dipendenti in organico».

Il futuro. Per il 28 agosto è previsto un incontro tra sindacati e Carrefour: si farà il punto su come è andato il progetto estivo degli scaffalatori del notturno e si tenterà di capire se l’Azienda ha interesse e/o convenienza a rinnovare il contratto con Elpe e a proseguire dunque con questo passo.

Se così fosse, si dovrebbe continuare a tenere nel congelatore il contratto di solidarietà e a concedere su questo fronte un’ulteriore sospensiva.

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