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Minaccia l’ex, gli trovano le armi in casa
Aveva coltelli, fucili ad aria compressa e pistole giocattolo. La procura e le forze dell’ordine formano il pool anti bruto
MASSA. Quel pomeriggio di domenica 28 luglio - dopo gli spari che hanno chiuso nel sangue la storia d’amore tra Marco Loiola e Cristina Biagi e hanno mandato all’ospedale il presunto amante di lei Salvatore Galdiero - ha scosso le coscienze di tutti a Massa. Ed è lì che è nata l’intenzione, da parte della procura, e in particolare del capo Aldo Giubilaro, di fare qualcosa di più in attesa della legge contro il femminicidio. Così quella collaborazione con la squadra mobile della polizia e i carabinieri si è strutturata, dando vita a un vero e proprio pool coordinato dal sostituto procuratore Alessandra Conforti. Una squadra anti bruto che ha già dato i primi risultati: ieri gli agenti di Antonio Dulvi Corcione, dirigente della questura, hanno perquisito la casa di un sessantenne che aveva minacciato di uccidere, soltanto 48 ore prima, l’ex fidanzata che non ne voleva più sapere di tornare con lui. Lo hanno potuto fare perché c’era il legittimo sospetto che l’uomo, pregiudicato per reati contro la persona, potesse passare dalle parole ai fatti. E hanno fatto centro perché nel suo appartamento hanno trovato un vero e proprio arsenale: coltelli di diverse misure, una mannaia, un paio di pistole giocattolo senza tappino rosso, e quindi all’apparenza vere, due fucili ad aria compressa. La donna aveva descritto a Corcione, che del pool è il braccio, uno dei revolver poi scovati in un cassetto. Lo stalker, perché oltre alle minacce stava tartassando la quarantenne che aveva avuto la sfortuna di avere una relazione parecchio movimentata con lui, è stato denunciato. Per il momento è a piede libero ma presto arriveranno i provvedimenti richiesti dal pm. Non un semplice divieto a non avvicinarsi alla vittima, ma qualcosa di più. Deciderà il gip entro questa settimana.
Il pool massese di fatto ha anticipato, con le armi giuridiche che aveva a disposizione, il decreto emanato ieri dal consiglio dei ministri per proteggere le donne dal femminicidio. E in queste due settimane ha lavorato a pieno ritmo, dato che la tragedia di Cristina ha lasciato un’impronta indelebile sulle massesi. E le denunce, già parecchie a dire il vero, sono aumentate. Non in maniera esponenziale, ma decisa. Se prima ne facevano una decina a settimana adesso si sfiorano le quindici. Di queste almeno cinque sono prese in seria considerazione. Perché c’è una minaccia di morte. Un partner alla sua ragazza ha detto che farà la fine di Cristina, per esempio. Una settimana dopo la mattanza del Lorens. Forse saranno soltanto parole, ma chi le ha fatte uscire dalla sua bocca deve essere tenuto sotto controllo. E così è, infatti.
Perché la squadra anti femminicidio lavora proprio su questo, come aveva fatto con Marco Loiola e Cristina Biagi (senza evitare la tragedia, purtroppo): in questo momento ci sono delle coppie che vengono sorvegliate da poliziotti in borghese. Sono i protagonisti delle liti più delicate. Quelle che secondo il sostituto procuratore Conforti non devono essere sottovalutate. Con il pregiudicato ci ha visto giusto, la speranza è che il pool diventi sempre più bravo.
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