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Anche dalla Finlandia per tuffarsi al Bagno Universo
La scommessa vinta del titolare Renato Pasquinelli: «Lo acquistai a 25 anni, dal pensiero quasi mi ammalai»
MARINA DI CARRARA. Spazi verdi, poltroncine in paglia sotto a gazebo di legno, persino tre banchi da scuola elementare corredati da una lavagna originali degli anni ’60. Accedendo al Bagno Universo non viene nemmeno da pensare che ci si trovi in uno stabilimento balneare. Il curato giardino floreale è l’orgoglio del titolare Renato Pasquinelli, che acquistò il bagno nel ’72, a soli 25 anni.
«Fu un salto nel vuoto e quasi mi ammalai per la paura di non essere all’altezza di gestirlo» racconta, in ricordo di quella scommessa di gioventù. Una scommessa vinta, si può ormai dire. Con 84 cabine e pure 10 metri di spiaggia in più rispetto al 2012, restituiti dalla mareggiata, l’Universo è «in forma stabile» dice il titolare, nonostante la crisi e l’aumento dei costi. Merito anche dell’attività del ristorante e pizzeria, della capacità dei trenta dipendenti, e soprattutto degli affezionati habitués che popolano il bagno; certo - aggiunge Pasquinelli - non mancano i giovani che stanchi della monotonia di Marina si allontanano verso “lidi più vivi”.
Mentre stiamo parlando, arrivano al bar e chiedono di pagare un giornaliero una coppia e due bimbi, visibilmente stranieri. Parlano inglese e dal colorito della pelle e dei capelli il titolare ipotizza che siano irlandesi. Ma bisogna andare un pochino più a nord. La famiglia di turisti viene infatti da Helsinki, la capitale finlandese. Arrivati la sera prima all’aeroporto di Pisa, oltre al bagaglio perso hanno avuto la sfortuna di incontrare la prima giornata di maltempo. Ma sono entusiasti, hanno noleggiato un’auto e sono entrati all’Universo perché - spiegano - «il nome sembrava simpatico ai bambini».
Con noi parla Riitta, la moglie, capelli rossi e buon umore. Non è nuova alle vacanze italiane, vanta già un mese di trekking sulle Apuane due anni fa ed ha anche fatto un corso di lingua italiana: proprio sotto mano ha “Fondazione e Terra” di Asimov in traduzione italiana, che sta leggendo con fatica ma volentieri». Alla domanda “come mai siete scesi in Toscana” risponde «per fare conoscere ai bimbi la terra dei loro avi». Spiega infatti che il marito ha riscoperto delle origini secentesche lucchesi: il cognome è , emblematicamente, “Lukka”.
Ringraziata Riitta, al riparo da qualche goccia di pioggia ci fermiamo a parlare con due clienti storici del bagno, Antonio e Lorenza Valsega, marito e moglie. Lei lericina, lui carrarese doc, dello stabilimento magnificano la terrazza per mangiare all’aperto e il giardino, “un elisir verde”. Ricordano gli anni di lavoro nell’azienda familiare di abrasivi I.s.a, ora diventata Indiam e gestita dal figlio Andrea, che li ha portati a viaggiare molto e assieme nei paesi arabi, in particolare in Kuwait. Negli anni ’70 le differenze con le donne arabe erano tali, osserva Lorenza, che queste facevano il bagno rigorosamente con i jeans e non accettavano mai di salire a Carrara dove le ragazze erano già in bikini. Ora invece, sono in tutto e per tutto come le europee.
Con lo sfavillio ancora negli occhi, la coppia torna con le parole ad anni di grandissime soddisfazioni, di pubbliche relazioni in inglese e francese, di feste maestose. Ma anche ai primi anni in cui venivano in questo stabilimento, quando le cabine erano ancora in legno e l’ambiente era meno sofisticato. Eppure dal 1959, ai tempi erano ancora fidanzati, non hanno mai smesso di frequentare l’Universo. Come si dice, «alcune cose cambiano, solo perché ci si renda conto che altre restano le stesse».
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