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Altre due ragazze accusano il medico «Ci ha molestate»
Intanto i carabinieri sequestrano le cartelle delle pazienti E si preparano a convocare i responsabili della onlus
CARRARA. Leggendo i giornali hanno capito che non erano sole e hanno trovato la forza di andare dai carabinieri a dire che anche loro avevano ricevuto quelle strane attenzioni da parte del medico che doveva assincerarsi che i loro seni non avevano noduli. Altre due testimonianze mettono nei guai il dottore che lavorava, oltre che per l’Asl spezzina, anche per una associazione onlus di Terrarossa. Due donne sulla trentina che si aggiungono alle altre tre che avevano puntato il dito contro di lui.
E lo specialista? E.G., 51 anni di La Spezia, intanto non è specialista. I suoi colleghi lo hanno fatto sapere sia all’Arma - è sempre il Norm di Massa che sta seguendo il caso - sia ai giornali: «È un generico che fa la guardia medica notturna per arrotondare lo stipendio», ha spiegato un camice bianco che ha voluto prendere le distanze. I carabinieri intanto sono andati nei due studi che il dottore aveva nella città ligure, sequestrando parecchie cartelle cliniche. Faranno un censimento delle pazienti che ha avuto (e ha tuttora) in cura e contatteranno le più giovani. Perché loro? Semplice, tutte le vittime delle molestie hanno tra i 25 e i 35 anni.
A proposito del precedente di E.G. si è fatta finalmente chiarezza: qualche tempo fa è stato denunciato per un episodio analogo, un’altra donna che si è vista passare la lingua sul capezzolo mentre era sdraiata sul lettino dell’ambulatorio della onlus. Ad ottobre questa vicenda finirà davanti al giudice per l’udienza preliminare che deciderà se rinviare a giudizio il professionista oppure se archiviare tutto e proscioglierlo. A meno che lui stesso non chieda un rito abbreviato o patteggi la pena. Proprio questo precedente però fa pensare. I dirigenti dell’associazione sapevano tutto, ma non lo hanno fermato. Neppure per garantire le pazienti che ogni martedì e giovedì chiedevano di essere visitate. La domanda che si fanno i carabinieri e la procura (il caso è nelle mani del sostituto Alessandra Conforti) è perché lo hanno lasciato al suo posto? Anche perché E.G. veniva pagato bene per quel suo doppio impegno settimanale: la cifra percepita non è proprio quella di un rimborso spese come facevano figurare sia lui sia i responsabili della onlus.
Anche chi gestiva l’associazione dove - secondo gli inquirenti - il medico allungava le mani su chi temeva di avere un tumore verrà convocato dal nucleo operativo radiomobile dell’Arma. Giusto per spiegare come mai E.G. ha potuto continuare a prestare servizio senza alcun problema. Ma i carabinieri continuano soprattutto a chiedere alle donne che sono passate da quel camice non troppo bianco a farsi avanti, a dire se anche con loro non è stato professionale. «Più testimonianze si raccolgono, più abbiamo possibilità di fermarlo», spiega l’Arma. Il pm Conforti intanto sta preparando la segnalazione da inviare sia all’ordine dei medici di La Spezia sia all’Asl5. La prima volta invece non era stato fatto perché era sfuggito il suo impegno pubblico. L’aggravante è che il dottore svolge anche funzione di guardia medica notturna, va nelle case insomma. Anche qui il sospetto è che abbia fatto qualcosa di poco chiaro. Episodi, eventuali, che comunque non riguarderebbero la procura di Massa, dato che il territorio che ricopre l’azienda sanitaria a cui appartiene E.G. è quello spezzino.
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