Il presidio
Centro massaggi Tantra inchiesta blocca l’apertura
Gli imprenditori ne avevano visto uno a Genova e volevano replicarlo in provincia Il pm Manotti ha fatto arrestare i proprietari del circolo ligure: «È prostituzione»
MASSA. Il massaggio tantra corre lungo la direttrice Genova-Livorno e strizza l’occhio anche alla provincia apuana, dove - visti gli affari d’oro - qualcuno pensava di aprire un centro come quello del capoluogo ligure. Poi un’inchiesta di una vecchia conoscenza massese, il sostituto procuratore Federico Manotti, ha portato all’arresto di quattro persone, ai sigilli al circolo (affiliato Coni) della Lanterna, alla cancellazione del progetto Massa e alla possibile iscrizione nel registro degli indagati di un maestro della antica disciplina labronico. Reo, secondo la procura ligure, di aver addestrato delle massaggiatrici che avevano tutte le movenze delle escort. Anche se - e questo è agli atti - le ragazze non hanno mai avuto rapporti sessuali completi con i clienti. Ma è proprio qui il nodo: per gli inquirenti i massaggi tantra, per lo più prostatici, in realtà altro non sono che prestazioni sessuali. Almeno per come venivano intese al circolo Oasi di AA Shanti di Genova. Tanto che le stesse massaggiatrici, intercettate, tra di loro dicono che preferiscono tenere nascosto quello che fanno ai rispettivi fidanzati.
Da circa un mese ai domiciliari si trovano Alessandra Cambiaso, 53 anni, Pia Giglio, 53 anni, Gloria Clerici, 49 anni di Camogli e Sergio Lagomarsino, 66 anni, per molti anni maschera del Genoa e oggi ancora nel mondo del calcio e consigliere della società che fornisce gli steward a Samp e Genoa. Manotti in queste settimane ha lavorato sodo e ha scoperto che da Livorno arrivava l’istruttore: uno che opera alla luce del sole, che magnifica il Tantra dai suoi siti e che offre consulenze ad amatori o professionisti della manipolazione del corpo. E che a Genova è andato diverse volte per far vedere cosa dovevano fare alle nove signorine assunte. Il pm sta definendo la posizione dell’uomo ed è probabile che trasmetta gli atti a Livorno all’inizio del mese prossimo.
Massa, o meglio la provincia apuana, invece, secondo alcune intercettazioni, poteva essere il posto giusto dove aprire un centro analogo. Anche se l’iniziativa non coinvolgeva gli indagati, ma altre persone che avevano visitato l’Oasi di Shanti e avevano deciso di fare businness allo stesso modo ai piedi delle Apuane. Anche perché pensavano fosse tutto regolare. E infatti non sono indagati.
Manotti contesta proprio lo sfruttamento della prostituzione. E il gip Adriana Petri gli ha dato ragione, confermando le sue richieste di custodia cautelare, in virtù anche di alcune telefonate di clienti che avevano fretta e che chiedevano soltanto un massaggio davanti, «tanto la schiena è a posto». In pratica, per il pm, chiedevano di essere masturbati. Per la modica cifra di 150 euro.
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