Il presidio
«Sono senz’acqua in casa da due anni»
L’odissea di un infermiere: Gaia mi ha tolto il contatore, devo rifornirmi alla fontana del Gigante
CARRARA. Da due anni i suoi rubinetti sono a secco. Anche in pieno agosto non ha l’acqua in casa. Per lavarsi, fare da mangiare tutte quelle operazioni, quotidiane, che necessitano l’uso dell’acqua, deve scendere in piazza Duomo e fare rifornimento dal Gigante, la fontana accanto al Duomo stesso.
A raccontare le sue difficoltà, acuite dal grande caldo di qeusti giorni è Adolfo Trojani, infermiere presso l’ospedale di Carrara. Vive in una casa dell’Erp, in piazza Duomo con la moglie e due figli, di 19 e 20 anni. E dal 1º agosto del 2011 è senza acqua e senza contatore.
«Per un periodo non mi sono arrivate le bollette - racconta il signor Adolfo - Poi mi hanno tolto, direttamente il contatore. Da allora è cominciata la mia trafila per riavere l’acqua in casa: Gaia mi ha presentato un contro di oltre cinquemila euro, 5.216 per la precisione».
Un conto salato che Trojani ha intenzione di pagare, ma con una dilazione.
«Con 700 euro di stipendio al mese sborsare tutta la cifra insieme mi è davvero impossibile - spiega - chiedo che mi venga permesso di pagare il conto a Gaia a rate e, soprattutto vorrei riavere l’acqua: diventa sempre più difficile andare avanti facendo su e giù alla fontana».
Per Adolfo e famiglia le tappe dal Gigante con secchi e pentole è ormai una via crucis quotidiana.
«Con i secchi più grandi prendiamo l’acqua che facciamo bollire per lavarci, la doccia noi siamo costretti a farla così - dice - Poi, a mezzogiorno, portiamo giù la pentola per cuocere la pasta, ma anche i pomodori, la verdura e l’insalata da lavare».
Per altre faccende domestiche la famiglia Trojani è come se fosse tornata indietro nel tempo: «I panni, ad esempio, li laviamo direttamente alla fontana, come una volta».
Con il passare del tempo la situazione è rimasta invariata. E adesso Trojani lancia un appello a Gaia.
«Non è che non voglio pagare - precisa - ma chiedo di venirmi incontro con una rateizzazione. Ma soprattutto, io e la mia famiglia, vorremmo riavere l’acqua in casa: andare avanti così è un disagio continuo. E dover fare i viaggi con i secchi, con questo caldo, è molto pesante».
(a.v.)
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