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Gli artigiani: dopo le ferie non riapriamo

Gli artigiani: dopo le ferie non riapriamo

Crolla il fatturato delle piccole imprese apuane (-22%), una su quattro a settembre rischia di chiudere per sempre

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MASSA. Saranno delle ferie d’agosto tutt’altro che rilassanti per molti artigiani e piccoli imprenditori apuani: a settembre si tirano le fila e molti di loro saranno costretti a scrivere la parola fine sotto il capitolo della loro avventura imprenditoriale; chiuderanno per sempre, anzi, non riapriranno neppure.

Fatturati ko. Colpa dell’andamento dei loro affari: nell’universo Cna – sigla tra le più rappresentative del mondo della piccola impresa locale – il fatturato dell’artigianato apuano segna -22,4 per cento (contro il -3,7% della media toscana) rispetto a un anno fa; si è passati da passato da 287milioni di euro del 2012 a 223milioni.

Le vittime. La crisi colpisce duro artigiani, piccole e medie imprese del territorio. Difficile sapere in quanti riusciranno ad alzare la saracinesca a settembre: «Ci sono imprese che non apriranno – conferma Paolo Bedini, presidente di Cna Massa-Carrara – perché non hanno più la forza per andare avanti, e forse nemmeno ormai la volontà».

Il mondo dell’edilizia. Dei 64milioni complessivi che mancano alla voce fatturato 2012 (rispetto al 2011) 52 milioni sono direttamente collegabili al tracollo del settore costruzioni, che perde il 34% di fatturato. E nell'ultimo biennio, solo le costruzioni, comparto che rappresenta il 45% dei ricavi totali su base provinciale, hanno bruciato 70 milioni di euro. Nel 2012 il fatturato totale del settore che appartiene al mondo Cna è passato da 153 milioni a poco più di 100milioni.

Chi tiene la barra pari. Sempre all’interno dell’universo della Cna apuana, gli unici settori che mostrano segnali positivi sono il tessile (+30,2%) che rappresenta però una modesta fetta (appena 700mila euro ma di crescita), la pelle che chiude con un timido + 0,9%, (pari a 277mila euro di fatturato).

Successo scoppiettante. È quello degli alimentari con un poderoso +23,4, in controtendenza rispetto alla cornice toscana dove il segmento perde invece il 13,3%.

Manifatturiero giù. Tutti i dati elencati sono di “Trend”, l'indagine di Cna realizzata analizzando i numeri e la contabilità delle imprese associate, e un’attenzione di prim’ordine è riservata al manifatturiero che sul selciato nel 2012 lascia il 13,7%, circa 7milioni di fatturato in meno, mentre i servizi perdono il 6%, cioé all'incirca 5milioni di euro.

Metalmeccanica. Scontano la crisi internazionale settori con forte propensione all'export, legati all'automotive e all'industria della componentistica, come la metalmeccanica (-19%) che vale il 70% del volume di fatturato totale del comparto, ed i trasporti (-5,6%). Diminuzioni di fatturato anche per il legno (-14,9%), riparazioni (-7,6%) e servizi alle imprese (7,7%). «Il quadro è fosco, i dati parlano chiaro, la crisi sta spolpando le imprese e le misure adottate non sono state sufficienti» sottolinea Bedini.

Soluzioni. Per fermare l'emorragia Cna «qualche proposta, nel corso di questi anni, l'aveva fatta a partire proprio dall'edilizia – analizza Paolo Ciotti, direttore di Cna Massa-Carrara – Il mega appalto dell'Ospedale Unico, su cui ci siamo già espressi, è un’icona, ma poco, pochissimo si è fatto per riuscire per esempio a tenere gli appalti (con gare pubbliche) sul territorio. In questo modo non solo non si è sostenuto le imprese, ma si è contribuito indirettamente al clima di sofferenza e all'aumento dei disoccupati. Le colpe non sono solo ed esclusivamente di chi amministra gli enti locali, ma una buona parte sì che è legata alla gestione poco attenta a livello territoriale. Siamo ben consapevoli che la crisi ha ben altra portata, ma chi doveva decidere si è lasciato travolgere senza reagire».

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