Il Tirreno

Piantagione di marijuana scovata al Pradaccio

Piantagione di marijuana scovata al Pradaccio

L’elicottero dei carabinieri aveva visto una macchia sospetta in un campo Sono state sequestrate 40 piante. È caccia al “contadino”, torchiati i clienti

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Sarà il clima umido, ma non troppo; saranno le pioggie abbondanti in autunno; sarà quel venticello che arriva dalle Apuane anche nelle giornate più afose. Fatto sta che a Massa le piantagioni di marijuana vengono su che è una bellezza. E i coltivatori diretti ormai si moltiplicano, anche perché l’affare è davvero conveniente: le foglie di canapa indiana una volta essiccate si vendono e i clienti fanno la fila per acquistare il prodotto a chilometri zero. Ma dopo qualche anno di impunità più totale le forze dell’ordine hanno cominciato a indagare su questo fenomeno scovando numerosi campi abusivi e denunciando decine di contadini dello sballo. È di ieri la notizia della scoperta di una coltivazione illegale in una zona non agricola del Pradaccio, a Marina di Massa, grazie all’impiego dell’elicottero dell’Arma. Occhio di falco, come viene chiamato affettuosamente dalla Benemerita il velivolo, ha notato una macchia verde più scura: ha scattato una fotografia e poi due pattuglie in auto hanno fatto il resto. Andando, però, a colpo sicuro perché in un fermo immagine si distinguevano nitidamente le foglie della pianta vietata. Senza la perlustrazione dall’alto sarebbe stato impossibile scoprire quel campo perché c’erano troppi arbusti (messi a regola d’arte da qualcuno) che limitavano la visuale ad altezza uomo.

I carabinieri hanno sequestrato una quarantina di piante che erano cresciute forti e rigogliose, dato che ormai avevano raggiunto un’altezza che oscillava tra il metro e venti e il metro e sessanta. Merito del pollice verde che le ha coccolate per settimane e settimane, innaffiandole e concimandole sistematicamente. Un contadino talmente bravo che è riuscito anche a prevedere il blitz dei tutori dell’ordine, scampando così a una serie di guai giudiziari che gli avrebbero certamente fatto passare la voglia di coltivare la canapa indiana.

Ma non è detto che l’uccel di bosco la faccia franca. Perché l’indagine prosegue e ha come obiettivo proprio quello di pizzicare il coltivatore diretto. Uno che probabilmente ha altre piantagioni disseminate nelle aree verdi di Massa. Una ricerca complessa, ma non impossibile, dato che già qualche cliente è saltato fuori e potrebbe fornire indicazioni utili agli inquirenti. Le quaranta piantine sono state sequestrate e nei prossimi giorni verranno bruciate. Il raccolto, una volta essiccato, al proprietario avrebbe portato in tasca almeno diecimila euro. Più redditizio di un orticello coltivato a zucchine e pomodori, no?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera