Il Tirreno

In piazza Aranci c’era una chiesa

Le immagini virtuali della collegiata di San Pietro, distrutta da Elisa Baciocchi

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MASSA. Come era una volta la città; come sarebbe potuta essere ancora oggi. È un viaggio virtuale nel passato quello che verrà proposto venerdì sera in piazza Aranci.

Si tratta di questo. Nel corso del 2012, durante i lavori di rifacimento di piazza Aranci, tornarono alla luce i resti della antica chiesa collegiata di San Pietro. Un riaffioramento previsto (storici e archeologi sapevano che sotto la pavimentazione della piazza esistevano questi ruderi), tanto che per alcuni giorni i reperti vennero lasciati esposti al pubblico e sottoposti a studi e analisi da parte della Soprintendenza per i beni archeologici della Toscana. Poi, vennero di nuovo ricoperti, nascosti agli occhi di tutti. Per sempre o, perlomeno, fino al prossimo scavo della piazza. Attraverso un lavoro di ricerca e di ricostruzione virtuale, voluto dall’amministrazione comunale, tuttavia, è oggi possibile vedere come era la chi esa di SanPietro e come si presentava l’intera piazza.

Immagini e filmati inediti (rispetto a quelli già fruibili sul sito http://geoweb.comune.massa.ms.it/sanpietro richiamabile dal pannello esposto nella piazza) saranno presentati la sera di venerdì nella stessa piazza Aranci, in occasione del quarto incontro della rassegna organizzata da massa Picta e inserita nelle Cento Notti d’estate 2013.

Le ricerche e la riproduzione virtuale della collegiata sono stati realizzati dall’architetto Marco Tonelli dello studio Arx.

La chiesa di San Pietro venne edificata nel 1400 nell’area in cui oggi si apre la piazza; nel 1530 ci fu un crollo parziale e nonostante vari interventi cadde quasi del tutto nel 1672. Restaurata e recuperata nel corso del Settecento ebbe poi una fine inaspettata all’inizio del secolo successivo.Nel1807 Elisa Baciocchi decreta la demolizione della Collegiata, considerando le precarie condizioni della costruzione e l’irrilevanza artistica dei suoi contenuti. La distruzione della fabbrica andrà a rilento poiché, secondo la tradizione, nessun massese volle partecipare ai funesti lavori. Furono infatti maestranze esterne alla città che demolirono la chiesa e sempre dall’esterno della città venne dispersa la maggior parte degli arredi di S. Pietro.

L’importanza di questa chiesa ebbe per la storia del territorio è nota; meno nota la sua immagine che è stata però adesso ricostruita grazie all’esistenza di diverse vedute storiche, a numerosi documenti d’archivio; e grazie nal computer.

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