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«Non sono riuscito a fermarmi»

«Non sono riuscito a fermarmi»

Il racconto del pilota. I bagnanti: «Bomba d’acqua spaventosa»

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MARINA DI CARRARA. «Si è rotto qualcosa, mi è scappato senza che potessi fare niente per tenerlo dritto. Come stanno gli altri? Mi dispiace davvero non essere riuscito a trattenerlo, ma è come se qualcuno mi avesse strappato di mano i comandi». Sono le parole pronunciate dall’imprenditore Giancarlo Corbelli appena trasportato sulla banchina del Club nautico di Marina di Carrara. Le sue condizioni non sono gravi, ma è in stato di choc: «Ditemi cosa non ha funzionato, non stavo neppure andando forte».

In spiaggia, davanti alla Torre Fiat, i bagnanti raccontano cosa hanno visto: «Una bomba d’acqua alzarsi dal mare e poi lo scafo fermo al largo». È Roberto, dice lui, uno di quelli che per primo ha chiamato i soccorsi: «Il mio vicino di asciugamano mi diceva di telefonare ai carabinieri, ma gli ho spiegato che era la capitaneria che poteva fare qualcosa. E ho dato l’allarme». La sua fidanzata annuisce alle sue spalle e se lo coccola quasi fosse un eroe quando l’emergenza sembra essere soltanto un ricordo.

Il vero eroe è invece il quarantenne che a bordo del suo scafo appena ha visto il marasma si è avvicinato all’off-shore. Il suo intervento è stato provvidenziale dicono quelli della capitaneria per il marocchino che ha rischiato di affogare: «Gli ha preso la testa e lo ha tenuto fuori dall’acqua. Il ferito aveva preso anche una brutta botta alla schiena e non riusciva a nuotare perché era mezzo svenuto. Poteva perdere la vita. Se c’è da fare un applauso a qualcuno oggi è a quell’eroe sulla barca».

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