Il Tirreno

Motoscafo si ribalta: 4 feriti in mare

Motoscafo si ribalta: 4 feriti in mare

Lo guidava l’imprenditore Giancarlo Corbelli. Uno degli occupanti ha rischiato di annegare ed è in gravi condizioni

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MARINA DI MASSA. Tanto pareva assurda la dinamica dell’incidente che fino all’ultimo anche quelli della capitaneria di porto pensavano che potesse essere rimasta coinvolta un’altra imbarcazione. Invece ha fatto tutto un motoscafo, di circa dieci metri di lunghezza: ha tagliato una curva troppo stretta e si è piantato quando avrebbe dovuto prendere il largo. Probabilmente per un’avaria improvvisa che ha fatto perdere il controllo del natante a chi lo stava pilotando. Un nome conosciutissimo: Giancarlo Corbelli, imprenditore nautico reggiano e campione off-shore di 61 anni. Così la manovra, che nelle intenzioni di chi aveva il volante doveva essere ampia, si è improvvisamente ristretta causando il ribaltamento del mezzo. I quattro occupanti sono stati prima sballottati per qualche secondo all’interno dello scafo quasi fossero nella centrifuga di una lavatrice e poi sono stati sbalzati fuori. In mare. I soccorsi sono stati tempestivi, anche se uno dei naufraghi prima di essere issato sulla motovedetta della guardia costiera ha bevuto parecchia acqua. È quello che desta maggiori preoccupazioni dal punto di vista sanitario. Una volta arrivato al pronto soccorso di Carrara è stato stabilizzato e ora si trova in rianimazione. Si tratta di Hamid Moussaddak, marocchino di 45 anni residente a Sarzana. Non è in pericolo di vita, ma la prognosi è riservata.

Il recupero dello scafo - un off-shore della Power Marine Nautica Vittoria - è stato rapido. Le operazioni coordinate dalla capitaneria di porto hanno funzionato alla perfezione. Merito anche delle imbarcazioni private che erano in zona. Queste ultime probabilmente hanno salvato anche la vita a Moussaddak. Oltre agli uomini del comandante Maurizio Paganini anche i pompieri hanno messo a disposizione il loro gommone. Nel giro di mezz’ora tutti i feriti si trovavano già all’ospedale - a Massa i tre meno gravi, oltre a Corbelli a bordo c’era la compagna Lucia Auricchio (49 anni), entrambi contusi, e il fratello della donna Stefano (48), per lui una spalla fratturata - e dopo un’ora dall’incidente anche il motoscafo era stato trainato nel rimessaggio a Marina di Carrara. Centinaia di bagnanti hanno seguito le operazioni in silenzio.

Resta da chiarire la dinamica. Come detto la parte anteriore dello scafo Power Marine si è praticamente sbriciolata su un fianco. Il danno invece è stato causato dal ribaltamento dell’imbarcazione. L’off-shore, di proprietà del cantiere di Corbelli, era pilotato proprio dall’imprenditore reggiano. Quindi era in mani esperte. Forse viaggiava veloce, ma quelli della capitaneria quando lo stavano trainando in porto hanno notato che il flap del lato destro non c’era. Ed è quello il guasto meccanico che può aver fatto perdere il controllo (ma servirà una perizia per la certezza). In pratica il flap in uno scafo del genere ha la stessa funzione di quelli installati sulle ali degli aerei: servono a stabilizzare. Mancandogliene uno, quando Corbelli ha affrontato la curva il motoscafo è andato via da una parte. Lui ha fatto l’unica cosa possibile in quel momento: tagliare la curva per non finire sparato via. La manovra però ha fatto da contraccolpo facendo ribaltare lo scafo. Difficile dire cosa sarebbe successo senza quella mossa disperata dell’imprenditore. Ma la sua bravura in questo campo è riconosciuta da tutti, viste anche le sue vittorie in numerose competizioni sportive. Senza un flap però è difficile anche per i campioni tenere un off-shore.

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