Meteo
La Pontremolese interessa anche Roma
Il Governo ha firmato l’ordine del giorno sul raddoppio proposto dalle parlamentari Nardi, Mariani e Maestri
PONTREMOLI. Si torna a parlare della Pontremolese, dopo l’approvazione da parte del Governo dell’ordine del giorno sull’ormai storico raddoppio ferroviario, proposto dalle deputate Martina Nardi (Sel), Raffaella Mariani (Pd) e Patrizia Maestri (Pd). Che cosa è cambiato oggi, dopo 30 anni di discussioni, progetti e tentati finanziamenti di un’opera considerata strategica per la ripresa economica di tutto il nord Italia e in particolare delle regioni Toscana, Emilia e Liguria?
Cambia l’intenzione politica, spiegano Martina Nardi e Patrizia Maestri, perché adesso il Governo dimostra interesse per il raddoppio, approvando un atto politico che naturalmente è lontano dal dare le gambe al progetto, ma che è un primo passo importante, senza il quale la Pontremolese sarebbe rimasta ancora una volta fuori dalle priorità nazionali in materia di infrastrutture.
Il raddoppio interessa tutti e lo dimostrano gli ospiti dell’incontro che Martina Nardi ha organizzato a Palazzo Ducale ieri mattina: non soltanto la politica, presente con i sindaci di vari comuni ed ex onorevoli, ma anche gli industriali, le associazioni di categoria, i sindacati, gli imprenditori, perché il raddoppio della linea ferroviaria, nella tratta che va dal Brennero, passando per Verona, Parma, Spezia e Massa Carrara, in parole povere significa l’apertura dei collegamenti con il nord Europa.
Obiettivo principale permettere a tutto il traffico di merci di partire e arrivare in maniera diretta, passando per i nostri porti tirrenici.
Una infrastruttura strategica si, ma che non ha mai avuto l’avallo delle Ferrovie dello Stato, da anni contrarie a questo progetto e che ha visto lo stop di numerosi finanziamenti, bloccati spesso anche per cantieri già partiti.
Il progetto vale 236 milioni di euro e l’ordine del giorno approvato alla camera dei deputati di certo non ha gli strumenti per reperirli.
C’è però adesso una volontà politica diversa e, soprattutto, oggi il territorio di Massa Carrara annovera accanto a sé “alleati” forti che prima non aveva, tra cui il ministro Andrea Orlando e il sottosegretario Cosimo Ferri.
Non c’è stato modo di inserire la pontremolese in un emendamento all’interno del Decreto del Fare, cosa che avrebbe di sicuro accelerato l’iter, perché il decreto è stato blindato da tutti gli emendamenti, ma l’Odg è comunque un atto politico molto forte.
I prossimi passi li spiega proprio Cosimo Ferri: «Ora il percorso è tracciato, dobbiamo cercare di sbloccare finanziamenti almeno per i progetti già esecutivi, poi approvare il resto della progettazione e reperire infine nuove risorse per concludere l’opera».
«Occorre ricreare un tavolo di coordinamento - aggiunge l’onorevole Martina Nardi - che è venuto a mancare con l’abolizione delle province. Se non ci mettiamo subito al lavoro l’ordine del giorno rischia di rimanere vuoto, una bandierina politica di cui non ce ne facciamo nulla. Invece dobbiamo lavorare per riprendere le fila di un discorso antico, capire a che punto siamo con la progettazione, con l’esecutivo, con i soldi. E poi dare le gambe all’unica infrastruttura capace di rimetterci economicamente al pari col nord Europa».
Manuela D’Angelo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
