Il Tirreno

Bonifiche, terreni e bagni sbloccati entro l’anno

Bonifiche, terreni e bagni sbloccati entro l’anno

La Regione disegnerà una nuova mappa dell’area da sottoporre a verifica Saranno svincolate vilette, capannoni, tratti di costa e specchi d’acqua

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MASSA. C’è una data per la svolta che sia Massa che Carrara attendono da oltre un decennio. Entro la fine dell’anno – lo annuncia il sindaco Alessandro Volpi – la Regione firmerà un decreto con il quale verrà sbloccata una gran parte delle aree che rientravano nel cosiddetto Sin – il sito di bonifica di interesse nazionale – e per le quali il ministero dell’Ambiente prevedeva l’obbligo di bonifica. Imprenditori, balneari ma anche residenti i cui capannoni, stabilimenti o case rintravano nella zona rossa da sottoporre a bonifica potranno tirare un sospiro di sollievo, chiudendo una volta per tutte con carotaggi, caratterizzazioni, e analisi del suolo.

Cosa cambia. La buona notizia è frutto di alcune novità. Innanzitutto, il nodo delle bonifiche diventa di competenza regionale e non più nazionale: cioè sarà la Regione a decidere quali terreni e corsi d’acqua devono essere effettivamente bonificati e quali lotti possono invece essere stralciati dalla lista nera perchè non contaminati. Nella quota di territorio marchiata “Sin” erano stati inserite non solo aree industriali ma persino residenze private, tratti di costa, porzioni di spiaggia e specchi d’acqua. Il risultato? In tutta quella sterminata zona che si sospettava “avvelenata” il terreno non poteva essere toccato, neppure per alzare un muretto o piantare uno steccato. Quasi tutta quell’area ora invece «da Sin diventa Sir, cioè di competenza regionale – spiega il sindaco – e la Regione potrebbe liberarne una parte da subito, o quanto meno, in tempi non lunghi, con un decreto di deperimentazione che potrebbe arrivare entro la fine dell’anno».

Cosa sblocca e cosa no. Via libera dunque per residenze private e imprese ma anche fronte mare e ripascimento e per la pulizia dei fiumi che – non contenendo nel proprio letto sabbie e terre che si temevano contaminate – sarà decisamente meno onerosa. «All’interno del Sir – spiega il sindaco Volpi – dovrebbero rimanere solo le aree che non sono mai state indagate». Dato che la palla non è più in campo ministeriale – e questo semplifica procedure accorciando i tempi – Palazzo civico spera anche di mettere rapidamente in piedi una triangolazione Comune-Regione-Arpat per le “pratiche” di svincolo.

L’ultimo ostacolo. Di competenza ministeriale rimangono solo due aree; la ex Farmoplant in quanto lì si deve indagare persino la falda acquifera; e l’area Bario-ex Sabet, per cui la Iglom della famiglia Ricci ha importanti investimenti da tempo bloccati, che rimane di appannaggio “romano” ma per opportunità: «Due giorni fa il Ministero ci ha comunicato infatti – informa il sindaco – che l’istruttoria è conclusa».

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di Redazione web