Il presidio
Lavori in attesa per argine, scuole e case
Il punto a 21 mesi dalla tragedia del 25 ottobre quando vennero spezzate due vite umane e i sogni di tanti aullesi
AULLA. Mentre il sindaco Roberto Simoncini se la prende con la burocrazia per i ritardi nell'inizio dei lavori del post alluvione del 25 ottobre 2011, agosto è iniziato e, se si eccettuano le ruspe che continuano a movimentare ghiaia, nulla si è mosso nell'alveo del fiume Magra per i tanto attesi lavori di realizzazione del nuovo argine, che dovrà mettere l'abitato di Aulla in sicurezza dalle piene di portata duecentennale.
Durante l'ultimo consiglio comunale aullese è stata approvata la variante allo strumento urbanistico per al realizzazione dell'argine a protezione dell'abitato di Aulla lungo il fiume Magra e si tratta, a quanto pare, dell'ultimo passaggio burocratico.
Ora ad Aulla si attende soltanto l'inizio dei lavori, ma di mattoni neanche l'ombra: inoltre, il sindaco di Podenzana, Riccardo Varese, non molla nella sua richiesta che i lavori per l'argine a protezione dei Bagni di Podenzana inizino contestualmente ai lavori per l'argine ad Aulla.
Varese era arrivato a minacciare l'occupazione del cantiere e il blocco dei lavori, assieme ai cittadini dei Bagni di Podenzana, nel caso in cui i lavori partano prima ad Aulla ed ha formalizzato le proprie riserve in una lettera indirizzata alla dottoressa Zattera (settore ambiente ed energia della Provincia di Massa Carrara), al dottor Massini (prevenzione rischio idraulico e idrogeologico della Regione Toscana) e alla Ecoproget (società spezzina che ha elaborato il progetto per l'argine ai Bagni di Podenzana).
Ma non è soltanto l'argine a non vedersi all'orizzonte. Infatti, ad Aulla gli alunni delle scuole elementari e medie si accingono a trascorrere un altro anno scolastico all'interno dei container dislocati a nord della vecchia stazione ferroviaria di piazza Roma: a confermarlo è la preside Paola Bruna Speranza della direzione didattica aullese, la quale afferma che «non si sa più nulla dei lavori per la realizzazione delle nuove scuole nelle aree ferroviarie dismesse».
E se non si sa nulla delle scuole, stesso discorso vale per le case popolari di quartier Matteotti, destinate alla demolizione e ad essere ricostruite anch'esse nelle aree ferroviarie dismesse: infatti, non ne sa nulla Antonella Signorini, che a quartiere Matteotti risiedeva in una casa di proprietà, la quale ha scelto di acquistare una nuova casa autonomamente con il denaro del risarcimento, senza attendere l'edificazione delle nuove case popolari.
Ma non sono soltanto le case popolari di quartiere Matteotti a essere destinate alla demolizione: infatti, anche gran parte dell'edificio che ospitava le scuole medie in piazza Garibaldi farà questa fine, anche se, all'oggi, è il degrado a farla da padrone in quell'area alla confluenza fra il fiume Magra e il torrente Aulella.
Degrado che caratterizza ancora diversi angoli di Aulla. E tutto questo accade (o sarebbe meglio dire “non accade”) nella sostanziale indifferenza della gente.
Rimane il fatto che sono trascorsi più di ventuno mesi dall'alluvione e due vite umane attendono ancora giustizia, visto che non si sa più nulla neppure dell'inchiesta giudiziaria, ancora in corso nonostante siano trascorsi quasi due anni da quando Claudio Pozzi ed Enrica Pavoletti furono inghiottiti dal fango durante i tragici momenti in cui l’onda anomala uscita dal Magra travolse tutto e tutti nella zona della città che si affaccia sul grande fiume.
Gianluca Uberti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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