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questione cave

Botta e risposta fra associazioni di categoria e sindaco

CARRARA. «Associazioni poco collaborative? E’ una falsità»: così replicano Legacoop, Confartigianato e Confapi dopo alcune dichiarazioni del sindaco Angelo Zubbani ad Antenna 3, sui lavori per la...

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CARRARA. «Associazioni poco collaborative? E’ una falsità»: così replicano Legacoop, Confartigianato e Confapi dopo alcune dichiarazioni del sindaco Angelo Zubbani ad Antenna 3, sui lavori per la presentazione della bozza della riforma del regolamento degli agri marmiferi.

Zubbani a proposito degli imprenditori del lapideo, aveva detto che in sei anni ha avuto “delusioni che collaborazione”. «Ci rammarica profondamente la valutazione del primo cittadino – dicono le 4 associazioni – quando è da mesi che stiamo aspettando una nuova convocazione. La concertazione è venuta a mancare in questo ultimo anno e mezzo, e non certo per volere delle associazioni di categoria che hanno sempre mantenuto rapporti collaborativi e positivi anche nei momenti più complicati ai fini di migliorare il sistema marmo-estrazione-gestione». Le associazioni confermano la volontà al dialogo.

Replica il sindaco: «Credo che sia sufficiente scorrere le rassegne stampa degli ultimi anni per verificare, senza margini di errore, che le mie riflessioni non erano certo rivolte ad associazioni che hanno sempre mantenuto posizioni di sereno confronto e di reciproco rispetto, tanto da avere favorito la stesura di alcuni accordi che non hanno poi trovato accoglimento unanime. Come ho avuto modo di ripetere, soprattutto nel corso degli ultimi mesi, non esiste nessuna preclusione al dialogo da parte del sindaco e dell'amministrazione ma è evidente che il confronto deve avvenire su tutti i temi, anche quelli più complessi, e non solo su quelli graditi alle imprese. Alla luce di queste considerazioni ribadisco la disponibilità al confronto purchè sia teso a individuare soluzioni condivise con serie assunzioni di responsabilità per un comparto che, oggi più che mai, ha bisogno di certezze e regole chiare, ma anche per una comunità che dal settore chiede giustamente ricadute più eque, sia in termini finanziari che occupazionali soprattutto nella filiera della lavorazione e trasformazione».

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