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Sesso con la giocatrice, arrestato mister
Cinquantenne in manette aveva rapporti completi con una ragazza di quindici anni. Facevano parte della stessa società
MASSA. Si è approfittato della sua posizione per ammaliare quella ragazzina poco più che quattordicenne, poi l’ha fatta innamorare e quando lei ormai era completamente soggiogata ha consumato dei rapporti sessuali completi. Una relazione extraconiugale per lui, Stefano Della Bona, sposato e con un figlio già adulto, una cotta per la giovanissima che aveva conosciuto quel cinquantenne massese perché era il suo allenatore (ricopre un incarico in una società sportiva ligure). I due si sono frequentati per mesi (lei a fine anno compirà sedici anni), vedendosi di nascosto. A volte in auto, altre in casa del mister, che approfittava delle assenze (per motivi di lavoro) della moglie. L’altra sera l’uomo è stato arrestato dagli agenti della squadra mobile.
Chissà per quanto tempo ancora la vicenda sarebbe andata avanti se il padre della ragazzina non si fosse insospettito dai comportamenti improvvisamente strani della figlia. Così ha deciso di vederci chiaro e ha messo un investigatore privato alle costole della allora quattordicenne. Scoprendo che effettivamente aveva una storia con qualcuno, ma rabbrividendo quando il detective gli ha rivelato chi era il partner. Mostrandogli delle fotografie inequivocabili di Della Bona. E sì perché il genitore lo conosceva bene Stefano e si fidava ciecamente di lui, tanto da averne fatto un amico di famiglia. Uno che poteva andare a fargli visita quando voleva, uno a cui aveva affidato la sua ragazzina per farle praticare un po’ di sport nella speranza di tenerla lontana dalle cattive compagnie.
Quando ha capito con chi aveva a che fare non ha detto niente alla figlia e si è recato negli uffici della squadra mobile di Massa - città dove si incontrava la coppia -, denunciando tutto al dirigente Antonio Dulvi Corcione. Quest’ultimo in due mesi ha trovato una quantità infinita di prove grazie agli appostamenti dei suoi uomini (anche sugli alberi dello spiazzo dove i due si appartavano) e alle intercettazioni telefoniche e ambientali. I rapporti sessuali sono lampanti e sono prove schiaccianti contro l’educatore sportivo (tante immagini e soprattutto dei file audio). Che per questo è finito in manette.
I poliziotti lo hanno arrestato facendo un vero e proprio blitz nella piazzola dove si stava scambiando effusioni con la piccola giocatrice. Quando ha visto aprire di colpo la portiera e sbattere in faccia i tesserini si è messo a piangere e a minacciare di togliersi la vita. Il giudice per le indagini preliminari Antonia Aracri ha accolto le richieste del pm Alessandra Conforti, ma è stato disposto il ricovero nell’infermeria del carcere apuano. La quindicenne invece si è chiusa nel silenzio più assoluto ed è stata riconsegnata alla famiglia. È una vittima due volte.
Il cinquantenne dovrà rispondere dell’accusa di atti sessuali con minore. Il pm lo interrogherà questa mattina nella casa circondariale di via Pellegrini. Potrà soltanto ammettere le sue responsabilità. Rischia una condanna dai cinque ai dieci anni. E dovrà risarcire i danni causati alla adolescente e alla società sportiva che lo aveva tesserato.
L’indagine ovviamente non finisce qui. La squadra mobile vuole capire se la storia con l’adolescente è un caso isolato oppure se quell’allenatore aveva il vizio di intrecciare relazioni con ragazzine decisamente troppo giovani e facili da soggiogare.
L’interrogatorio del sostituto procuratore Conforti, sempre che l’arrestato non si avvalga della facoltà di non rispondere, dovrebbe chiarire proprio questo aspetto. Ci sono i familiari delle altre tesserate della squadra coinvolta (suo malgrado) che hanno diritto di sapere.
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