Il Tirreno

la lettera/2

Menconi scrive al ministro Alfano

«Anche chi picchia una donna o la minaccia vada in carcere»

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MASSA. Lettera aperta al ministro dell’Interno Angelino Alfano dell’esponente del Pdl apuano Filippo Menconi dopo l’omicidio-suicidio di domenica scorsa a Marina di Massa. «Vogliamo pene immediate, severe e che la legge sia inasprita, sia più rapida e concreta verso chi violenta, non solo fisicamente, ma anche moralmente le donne. Le scrivo consapevole della sua attenzione, per le numerose volte in cui ci siamo incontrati e ha dimostrato sempre grande interesse verso gli italiani e la loro tutela. Un uomo, accecato dalla gelosia, ha ucciso l'ex moglie, ha sparato al presunto amante di lei, e successivamente si è ucciso, lasciando dietro di sé una scia di sangue e di dolore. La giovane donna aveva più volte segnalato l'aggressività del marito che non risparmiava nemmeno le figlie. Aveva sporto denuncia, se ne era andata di casa, vivendo ormai una situazione intollerabile e di rischio. Eppure questo, un crudele omicidio-suicidio, è stato il macabro epilogo di una storia iniziata con l'amore e finita con la morte. Vite spezzate, rovinate per sempre: un fatto di cronaca così feroce non si cancella dalle pagine così facilmente, e dai ricordi non si cancellerà mai. La legge deve fare la legge, ci vuole il carcere immediato per le persone che minacciano la vita di una donna, che maltrattano le donne, che violentano le donne. E che non si cerchino attenuanti o si accettino le scuse, questa è una strada dalla quale non si torna più indietro: chi picchia una volta e non è punito, picchierà sempre».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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