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La città mette al bando i manifesti pubblicitari che offendono le donne

La città mette al bando i manifesti pubblicitari che offendono le donne

Approvata all’unanimità la mozione contro il femminicidio E Susanna Camusso porta a Torano le sue scarpe rosse

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CARRARA. Una comunità intera. Unita nel dolore, nella riflessione ma anche nella prevenzione: per dire basta alla violenza sulle donne.

Nel giorno del l lutto che ha accompagnato, a Massa, l’addio a Cristina Biagi, vittima del femminicidio a Torano arriva al segretaria nazionale della Cgil, Susanna Camusso, a lasciare le sue scarpe rosse, sulla scalinata fuori dal paese dove già ce ne sono molte altre, simbolo della violenza contro le donne. E in consiglio comunale, a Carrara, solo poche ore prima, era stata approvata una mozione nata proprio in termini propositivi. Per fare qualcosa. Per aiutare le donne in difficoltà e prevenire gli episodi di violenza: cominciando anche con un gesto semplice, ma pieno di significati. E col dire basta in tutto il territorio comunale all’affissione dei manifesti pubblicitari che offendono la dignità e l’immagine femminile.

La Camusso a Torano: la violenza contro le donne una sconfitta per tutti. Ha portato le sue scarpe rosse a Torano. E ha ribadito la posizione ferma del sindacato: «La violenza contro le donne è una sconfitta per tutti - ha detto la segretaria nazionale della Cgil - Le scarpe rosse sono il mio rinnovato impegno nel raffermare che la vita delle donne in questo paese non può continuamente subire violenze, prevaricazione e morte a causa di uomini che ritengono di poter disporre delle proprie mogli, compagne e figlie come una proprietà privata».

Approvata la mozione contro il femmincidio. Il delitto di Marina di Massa domenica scorsa ha scosso la cittadinanza e ha riaperto la delicata questione anche tra le porte del Comune, dove in consiglio è stata approvata all'unanimità una mozione contro il femminicidio. A presentarla quattro consigliere Roberta Crudeli, capogruppo e Simonetta Corsi del Pd, Claudia Bienaimè di Lista Civica e Maria Elena Musetti del Pdl. L'invito, rivolto al sindaco Zubbani e alla giunta, è di ampliare l'impegno comunale sul fronte del sostegno alle vittime di violenza. Un impegno che prevede di continuare a sostenere il centro di ascolto "Donna chiama Donna", già attivo in via Carriona e di estendere la rete di sostegno con l'apertura di un centro antiviolenza in collaborazione con i vari livelli istituzionali. Ma anche di ripristinare degli alloggi di prima accoglienza situati in Vico dell'Arancio.

Le consigliere hanno chiesto inoltre di sostenere nuovi progetti di sensibilizzazione con particolare attenzione alle scuole. L'iniziativa sarebbe affidata alle mani esperte di operatori specializzati, capaci di affrontare le problematiche legate alla violenza di genere.

Stop ai manifesti che offendono l’immagine femminile. Necessaria anche la promozione di ulteriori progetti di formazione di questi operatori, vista la collaborazione già dimostrata da quelli attivi al pronto soccorso nell'individuare i sintomi e nel riconoscere le vittime. La mozione richiede inoltre l'inserimento nel regolamento pubblicitario del divieto all'affissione di messaggi offensivi per la donna.

«La violenza sulle donne è soprattutto un fenomeno culturale, e l'exploit di violenze degli ultimi anni dimostra una forte regressione sociale ha sottolineato la capogruppo del Pd - "Che nessuno venga a parlarmi di raptus: sono tutte morti annunciate. Donne che dipendono dai loro carnefici, spesso anche economicamente, in pasto a una società che le tutela con leggi poco severe e che scambia la malattia con l'amore - conclude la Crudeli - ma questo non è amore, l'amore esige rispetto».

Subito al via la prevenzione. In consiglio comunale, il capogruppo di Carrara Futura Giuseppe Bergitto ha così commentato la proposta della nuova mozione.

«È doveroso chiedersi cosa possiamo e dobbiamo fare in termini di prevenzione. Una collaborazione molto stretta tra istituzioni e Asl è fondamentale. Occorre agire e subito. È doveroso chiedersi cosa possiamo e dobbiamo fare in termini di prevenzione».

(a.v; c.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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