Il Tirreno

Commercio, negozi in crisi al Cinquale

Solo la notte regala qualche soddisfazione in più per il giro dei ragazzi legato all’attività delle discoteche e dei locali

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CINQUALE. Sogna di essere come la vicina di casa Forte dei Marmi, il Cinquale. Non per lo stile “aristocratico”, ma per l'organizzazione del territorio, con ztl funzionante e sempre attiva, una moltitudine di negozi e un via e vai di gente. Ma il sogno, per il momento, è solo utopia per quel piccolo quartiere marittimo che sta attualmente vivendo un misterioso caso alla Dottor Jekyll e Mister Hyde.

Come il protagonista del celebre romanzo di Stevenson che di giorno è un rispettato e sereno dottore e di notte si trasforma in un uomo cupo e spietato, anche il Cinquale sta vivendo una duplice vita, anche se nel suo caso il buono e il cattivo sono invertiti. Mentre di notte, infatti, ha incominciato ad animarsi di gente, di giorno sembra un luogo abbandonato. Una duplice vita che si spiega facilmente. Dall'apertura di locali come il Beach Club e il Sunset sul Lungomare, il Cinquale è diventato come una Marina di Massa in piccolo, una prima tappa, insomma, nel tour della notte dei giovani, aumentando quindi il giro di affari dei bar by night. Diversa è la sua vita di giorno, che invece, negli ultimi anni, ha registrato un'inversione di tendenza: sempre meno gente gira per le vie del centro e le saracinesche dei negozi chiudono, per non riaprire. I commercianti, quelli rimasti, e i clienti abitudinari guardano con tristezza le strade vuote e ricordano gli anni passati.

«Fino a qualche anno fa – commenta un cliente della gelateria in piazza Maccari – c'era molta più gente, un via e vai di biciclette. Sembrava destinata a diventare una zona marittima molto frequentata. Ora sembra un cimitero: finesettimana a parte non si vede nessuno».

Crisi economica a parte, i commercianti e i ristoratori della zona non hanno dubbi sulle cause di questo progressivo declino: la mancanza di attrazioni turistiche e la scarsa valorizzazione del territorio. «Io sono ottimista di carattere, quindi difficilmente mi lamenterò di quello che ho – commenta Davide Dell'amico, titolare del bar Merusi davanti a piazza Maccari – però posso dire, perché ho girato il mondo prima di buttarmi in questa attività, che è come avere un Ferrari e andare a 50 all'ora. Abbiamo il mare e le montagne con panorami mozzafiato, non ci manca nulla dal punto di vista estetico. Ci servono però attrazioni culturali: sono queste che attirano i turisti. La gente va portata qui, altrimenti non ci viene. Come gli ottimi eventi organizzati al Castello Aghinolfi: perché non li pubblicizzano? Bisognerebbe poi prendere spunto da Forte dei Marmi, anche solo per come hanno organizzato la Ztl». Non mancano ovviamente le proposte. C'è chi propone una Versiliana in salsa montignosina nella pineta dietro piazza Maccari o presentazioni di libri e concerti in piazza de Andrè. E ancora Ztl allargata ventiquattro su ventiquattro nel periodo estivo e agevolazioni per l'apertura di nuove attività. Tra i commercianti c'è poi chi non si vuole esporre – per rassegnazione – ma lancia comunque il sasso: «c'è della gran incompetenza fra chi ci governa. Siedono su poltrone per scaldarle e non per far qualcosa per il nostro comune». Se alla crisi e a questa – presunta – incompetenza, si aggiungono poi i vandali – negli ultimi mesi la fontana in piazza De Andrè è stata più volte danneggiata - si capisce perché il sogno, per il momento, rimanga utopia.

Melania Carnevali

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