Il Tirreno

Cave, adesso il Comune alza il tiro

di Cinzia Chiappini
Cave, adesso il Comune alza il tiro

Fra i punti chiave della bozza sugli agri marmiferi il canone di ingresso e la gara di evidenza pubblica per le concessioni

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CARRARA. La nuova bozza di schema di Regolamento sugli agri marmiferi c’è ma prima di “svelarla” il Comune vuole verificarne ulteriormente, insieme alla Regione Toscana, la sostenibilità tecnico- amministrativo-giuridica.

Lo ha detto in consiglio comunale il sindaco Zubbani che in attesa dell’esito di questa verifica, ha comunque anticipato a grandi linee i contenuti della riforma.

«La bozza predisposta assume come principio fondamentale il rafforzamento del ruolo del Comune non solo e non tanto come proprietario degli agri marmiferi, ma soprattutto come titolare della potestà istituzionale in materia di programmazione, pianificazione e regolamentazione» ha spiegato il sindaco, prima di elencare i punti “essenziali” dell’articolato.

Ed eccoli i punti essenziali della bozza: le cave “appartengono al patrimonio indisponibile del Comune”; l’attività estrattiva “può essere consentita” solo dietro rilascio di “una concessione e di una autorizzazione all’escavazione”; la programmazione ed individuazione delle cave è rimessa al Comune; la concessione è rilasciata attraverso una procedura ad evidenza pubblica, con il criterio “dell’offerta economicamente più vantaggiosa” ma “con la possibilità di dare rilievo a quelle che prevedono la lavorazione in loco”.

La concessione, nella riforma del regolamento, ha una durata prestabilita e comporta la corresponsione di un canone determinato in relazione al valore di mercato della cava; si prevede un “canone di ingresso”, aggiornabile; il concessionario è tenuto a corrispondere il contributo ambientale previsto dalla normativa regionale, oggi in fase di revisione: questi i punti cardine della riforma dell’amministrazione, che non indica dunque la durata esatta delle concessioni ma che, secondo quanto dichiarato più volte dallo stesso Zubbani, dovrebbe aggirarsi intorno ai 20 anni. La bozza parla anche di una fase di transizione, durante il quale “le concessioni in corso saranno sostituite da concessioni provvisorie” e “permarrà la presenza di più concessioni in una cava”.

Con questo intervento il primo cittadino ha dunque garantito il rispetto degli impegni che la maggioranza si era assunta a fine maggio, quando – sulla scia della presentazione della proposta di Legambiente e Co.di.ci – si era data 60 giorni di tempo per metterne a punto una propria: il testo degli uffici del municipio resta però ancora “top-secret” (lo avrebbe visto solo la giunta) e questo ha destato alcune perplessità:.

«Almeno due delle nostre proposte, quella sulla gara pubblica e sulla valorizzazione della filiera locale, dovrebbero essere recepite ma fino a quando non lo vedremo scritto nero su bianco, non ci sbilanciamo» ha dichiarato Maria Paola Antonioli, presidente di Legambiente Carrara.

Ancora più secco Matteo Martinelli: «In consiglio ho sentito discorsi condivisibili ma sempre e solo discorsi», ha detto il capogruppo del Movimento5Stelle, ricordando che l’impegno era a presentare la riforma entro agosto e che invece il testo arriverà in commissione solo dopo essere passato dalla Regione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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