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Aziende a lezione di Europa
Un supporto da Confartigianato per partecipare ai bandi
CARRARA. Mentre Assindustria è impegnata per l’economica locale, anche Confartigianato fa la propria parte, per supportare le piccole medio imprese per lo sviluppo al di là dei confini nazionali. I dati ricavati da un approfondimento su "limiti e opportunità dei modelli di intervento a supporto delle imprese" promosso dalla Confartigianato sono piuttosto scoraggianti. Solo l'8% delle aziende chiamate a rispondere è presente su mercati esteri, più della metà non conosce la politica europea di sostegno alle imprese e il 50% tra loro considera le normative europee un ostacolo più che un vantaggio nel superare la crisi imprenditoriale ed economica attuale. Soprattutto, è indicativo che solo il 4% delle imprese italiane partecipi ad appalti o gare nei Paesi Europei: un 96% si auto squalifica prima ancora di cominciare. «Il panorama emerso da questo studio è frutto di una mancata conoscenza delle opportunità offerte dalla Comunità Europea tramite bandi appositi e dell'incapacità di muoversi attraverso gli iter di partecipazione» commenta Attilio Papini della Confartigianato. L'Europa, ha spiegato il segretario generale Confartigianato Gianfranco Oligeri, andrebbe al contrario vista come punto di sostegno economico e mezzo per fare emergere la qualità dell'impresa italiana su vasta scala. Il problema è che poche imprese italiane ne sono consapevoli: in quest'ottica è nato un nuovo sportello regionale destinato ad accompagnare le imprese che si rivolgeranno a Confartigianato nella messa a punto dei progetti per i bandi europei. La consulenza arriverà soprattutto dall'avvocato Ivana Genestrone, di grande esperienza nel settore e di recente vittoriosa nel processo del bando Anffas. L'aspetto burocratico nella partecipazione ai bandi infatti pesa molto - anche in termini economici - e scoraggia i partecipanti.
Su scala territoriale la situazione è simile: la conoscenza della rete degli Sportelli provinciali per l'internazionalizzazione in Toscana è limitata al magro 10%. «Eppure -dice Attilio Papini - bisogna tenere conto delle esigenze territoriali». Sul territorio provinciale, i dati raccolti rilevano un' insoddisfazione medio- alta riguardo ai servizi informativi e di assistenza per il reperimento delle risorse finanziarie necessarie alle attività di impresa. Così le aziende diffidano dall'investimento in zona: le politiche economiche e le specificità territoriali non rassicurano. Non stupisce che le occasioni lavorative sul territorio siano reputate scarse, così come "meno che sufficiente" la capacità di assorbimento della manodopera locale. Per andare incontro agli imprenditori a settembre la Regione Toscana presenterà la bozza di un bando per favorire le reti d'impresa, nell'ambito del proverbiale "l'unione fa la forza".
Chiara Piotto
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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