Il presidio
«La nuova foce? Uno scempio» I balneari scelgono la linea dura
Ancora contestazioni al progetto da 3,5 milioni per il collegamento al mare del canale Fescione «Avremo acqua putrida e danni d’immagine, pronti alle barricate». E anche i bagnanti si schierano
MONTIGNOSO. “Quel progetto è uno scempio, un’assurdità e noi siamo pronti a tutto pur di fermarlo”. I balneari con lo stabilimento a ridosso del canale del Fescione sono sul piede di guerra. Avevano già espresso la loro contrarietà al progetto che dovrebbe portare il Canalmagro a scaricare le proprie acque a mare tempo fa, quando il progetto era ancora solo un’idea che girava nei corridoi comunali, e adesso, che la teoria sta per diventare prassi, la ribadiscono, con il dente ancora più avvelenato.
Il progetto realizzato dallo studio fiorentino Settesoldi, che costerà 3,5 milioni di euro, è arrivato infatti in Provincia proprio qualche giorno fa, dopo aver ricevuto il via libera dalla Regione. Adesso dovrà aspettare la valutazione di impatto ambientale (Via) e poi sarà pronto per diventare esecutivo. Il tempo, quindi, di mettere insieme tutte le carte e partire, tanto che il commissario della Provincia, Osvaldo Angeli, nei giorni scorsi, ha assicurato che i lavori prenderanno il via entro la fine dell’anno. Ma i balneari non ci stanno. I motivi sempre gli stessi. Ci sono i fattori estetici, quelli ambientali, e non da ultimo – per la categoria – la paura di perdere clienti, con conseguente crollo occupazionale.
«Siamo pronti a ribadirlo all'infinito: – commenta Marina Bimbi, del bagno Beppe – quel progetto è un’assurdità. Anzitutto rovina il litorale, già fortemente danneggiato dall'erosione. Ma per caso al Forte dei Marmi vedete dei canali che sfociano a mare? Forte e Carrara hanno ricevuto l’onorificenza della Bandiera blu, e chissà perché questo tratto di litorale non l’ha mai ricevuta. E poi, oltre al danno di immagine, avremo sicuramente anche una grave crisi occupazionale. Nessun cliente vorrebbe un canale accanto al proprio ombrellone. Così facendo perdiamo clienti e siamo costretti a ridurre il personale. Io sono pronta anche a mettermi in mezzo al viale pur di non far partire i lavori». Le fa eco l’ingegner Franco Pali, che per conto del titolare del bagno Beretta, Vincenzo Germelli, ha presentato in Provincia un’osservazione. «Non si comprende quale reale garanzia – commenta Pali - si abbia che il nuovo canale possegga l’energia sufficiente per demolire la barra di foce considerando che originariamente vi è stato l’insabbiamento e che rispetto all’origine è previsto un allungamento del tratto e l’inserimento di due curve ad angolo retto che porteranno, sicuramente, ad una notevole riduzione della velocità dell’acqua e quindi ad una perdita di energia e di conseguenza ad un ristagno permanente delle acque nel tratto terminale. Quindi se il progetto dovesse essere approvato nei termini previsti – continua – avremo una foce morta con acqua stagnante e putrida nella speranza che qualche piena più vigorosa riesca a portare in mare, ogni tanto, il pattume con prevedibili effetti negativi sulla balneabilità, oltre a zanzare e aria malsana».
Ma non sono solo balneari. ad essere preoccupati: anche i clienti dei bagni, in particolare quelli stagionali temono conseguenze negative. «Secondo me prima di sperperare soldi pubblici e sconvolgere l'ambiente con questo progetto – dice Rosanna Giorgeri, cliente del bagno Beretta – cercherei di migliorare quanto già presente sul territorio, o comunque penserei a soluzioni alternative. Inoltre nel canale sono presenti rifiuti tossici che quindi potrebbero essere trascinati fino a mare. Chiaramente sarei costretta a cambiare bagno». In attesa del via, i balneari fanno sapere che sono pronti a mobilitarsi per non far partire i lavori.
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