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Lavori in via Trento, esposto di Benedetti alla Procura

Lavori in via Trento, esposto di Benedetti alla Procura

MASSA. Un campo di via Trento, proprietà privata, una Scia (segnalazione certificata di inizio attività) e il timore dei residenti che lì sorga un campo nomadi abusivo. Del disagio si fa portavoce il...

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MASSA. Un campo di via Trento, proprietà privata, una Scia (segnalazione certificata di inizio attività) e il timore dei residenti che lì sorga un campo nomadi abusivo. Del disagio si fa portavoce il consigliere Stefano Benedetti con un’esposto alla Procura: «Il campo è sempre un cantiere a cielo aperto, da venerdì operai e mezzi lavorano giorno e notte, sono stati scaricati camion di terra, a mio avviso inquinata, con scaglie di edilizia ed eternit, con il rischio di inquinamento della falda in area Sin (Sito di interesse nazionale). Sono state scavate - prosegue Benedetti - buche profonde e depositati tre serbatoi. Questa situazione si protrae da tempo, nonostante le mie denunce e foto scattate, dal mese di aprile. Credo - e tira le somme - che l' amministrazione potesse richiedere un provvedimento di urgenza per sequestrare il cantiere, ciò avrebbe evitato i lavori in area Sin, la modifica del piano di campagna e l’inquinamento ».

Il Comune, da parte sua, assicura di aver fatto tutti i sopralluoghi del caso: un primo a maggio durante il quale i vigili verificano che alcune opere sono state realizzate in «difformità a quanto comunicato nelle segnalazione di inizio attività. Viene, quindi, trasmessa alla Procura una comunicazione di notizia di reato nei confronti del proprietario dell'area, del direttore dei lavori e dell'esecutore». A giugno scatta, quindi - per ricostruire la vicenda - l’ ordinanza di demolizione e ripristino dei luoghi, entro il termine di 90 giorni. A seguito di quell’ordinanza, il direttore dei lavori va in Comune «e dimostra - scrive l’amministrazione in una nota - che i lavori eseguiti non sono difformi dalla scia, la documentazione che esibisce viene acquisita». Arrivano poi le segnalazioni di Benedetti e - conseguentemente - scattano ulteriori sopralluoghi: in un primo risulta che sono stati «eseguiti lavori di poco conto per i quali non è richiesta alcuna autorizzazione». Da altri due sopralluoghi, il 5 e il 9 luglio, invece, emergono - spiega il Comune -«significative irregolarità, tra cui la realizzazione di due aiuole mediante riporto di materiale terroso e non a filo piano di campagna, il riporto di materiale inerte, lo scavo e posa di 3 pozzi. La polizia municipale segnala nuovamente alla Procura la proprietaria dell'area in questione».

Partono anche la diffida a rimuovere entro 15 giorni il materiale e l’ordinanza di sospensione dei lavori. Non è escluso quindi- almeno secondo il Comune - che i lavori cui fa riferimento Benedetti siano proprio quelli volti alla rimozione del materiale». In ogni caso ieri è stato effettuato un altro sopralluogo.

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