Il Tirreno

l’indagine

Quel vizietto della nautica che non va d’accordo col Fisco

MASSA. L’imprenditore iraniano Abbasali Ghafourian Alghalandis, 62 anni, fa parte dei trentatré grandi evasori che la guardia di finanza ha scoperto nel primo semestre del 2013, con importi...

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MASSA.

L’imprenditore iraniano Abbasali Ghafourian Alghalandis, 62 anni, fa parte dei trentatré grandi evasori che la guardia di finanza ha scoperto nel primo semestre del 2013, con importi recuperati a tassazione pari a 18 milioni di euro ed Iva evasa per 1,7 milioni di euro. Soggetti economici completamente sconosciuti al fisco e imprese operanti in prevalenza nel settore dell'edilizia e della nautica da diporto. Proprio il mondo della nautica ha attirato l’attenzione delle fiamme gialle e della procura. Gli inquirenti piano piano stanno scoprendo montagne di false fatture, che fanno lievitare indebitamente i costi d'esercizio, a fronte di acquisti mai realizzati, per abbattere gli utili e ottenere sostanziosi risparmi di imposta; in altri casi, omettendo completamente la presentazione delle dichiarazioni fiscali.

L'indagine è figlia dell'approfondimento della situazione contabile della società capogruppo (la Alf Yacht srl), di stanza a Massa, in via Dorsale 13 che, a pochi mesi dalla sua costituzione, ha visto crescere in modo esponenziale il proprio fatturato. L’aspetto singolare è che, nel volgere di tre anni, a capo della struttura si sono alternati ben 5 amministratori. Persone che avevano delle competenze specifiche, ma che non decidevano nulla di diverso da quello che gli ordinava l’iraniano. Gli accertamenti sono stati effettuati con mirate acquisizioni documentali e audizioni di testimoni, in Toscana, in Liguria e in Lombardia. Una volta capito che c’era l’inghippo, l'indagine si è allargata a tutto il gruppo d'aziende dell’imprenditore digenova. Alla fine, le informazioni raccolte hanno permesso di fornire alla magistratura un quadro preciso dei reati commessi, tant'è che è stato emesso un provvedimento di arresto (ai domiciliari), per il dominus della frode fiscale: Ghafourian. Pesanti le contestazioni: le principali ipotesi riguardano l'emissione e l'utilizzo di false fatture (reati puniti fino a sei anni di reclusione), l'occultamento e la distruzione della contabilità e la dichiarazione fiscale infedele.

Da questo sistema di cartiere (società che nascono solo per produrre carta, cioè fatture fittizie) stanno per uscire altri nomi di furbetti che come l’imprenditore straniero non ne vogliono sapere di rimpinguare le casse dell’erario. Il settore è sempre della nautica, che in queste settimane avrà di che tremare: altri arresti e sequestri sembrano essere soltanto una questione di tempo.

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di Redazione web